“Some dances on dickfaces” con il collettivo Kinkaleri
Sabato 24 ottobre, alle ore 19:30, nella Tenuta Dello Scompiglio di Vorno (Lucca), il collettivo Kinkaleri è in scena con “Some dances on dickfaces”, un lavoro coreografico per quattro performer che esplora l’unicità dell’individuo attraverso il linguaggio del corpo e la dimensione dell’incontro.
L’appuntamento si inserisce nella programmazione della Associazione Culturale Dello Scompiglio, diretta da Cecilia Bertoni, focalizzata sulle arti visive e performative e sui linguaggi del contemporaneo.
“Some dances on dickfaces” prende le mosse da Il Giardino delle delizie di Hieronymus Bosch, per comporre un inno fuori dal tempo, una scommessa, una ricerca e un incontro con i corpi degli altri, portatori di ricchezza e meraviglia nella loro unicità.
Lo studio del trittico del pittore fiammingo diventa un safari popolato da creature viventi e immaginarie, nell’accoglienza di un Eden non più perduto nella colpa, ma danzante nell’ebbrezza di un’esperienza che unisce dimensione individuale e collettiva.
Nelle parole degli artisti: «”Some dances on dickfaces” intende prendersi il corpo tra le mani e lanciarlo verso il mondo che va in rovina. Impotenti e assuefatti nella catastrofe ci rivolgiamo al corpo come unica occasione di potere. Potere di fare e di non fare. Potere di danzare come fosse una danza della pioggia inarcando ancora il bacino verso il piacere e il desiderio come unica forma salvifica in un deserto. Una pioggia in un campo profughi in Africa. Un rito, una magia, come cercare quello che si è sempre cercato e mai trovato».
La partitura coreografica diventa un modo per ribadire che ad ogni corpo deve essere concesso l’accesso al desiderio da condividere, che ognuno è simultaneamente l’altro, che ogni creatura nella sua unicità ha il diritto di esistere per la sua natura, coltivando il rispetto, la relazione, la cura, la bellezza di ogni forma generata dal contatto delle forme del vivente.
Kinkaleri
SOME DANCES ON DICKFACES
con Samira Cogliandro, Marco Fichera, Matteo Marongiu, Stefania Menestrina
Immagine in evidenza
foto di Monia Pavoni (part.)




