“Life is a flower”, da un’idea di Daniele Ronco
Arriva al Piccolo Eliseo di Roma, dal 10 al 15 novembre, Life is a Flower, una produzione di Mulino ad Arte, da un’idea di Daniele Ronco, con la drammaturgia di Francesco Bianchi e Daniele Ronco e la regia di Raffaele Latagliata.
Un futuro in cui l’aria è quasi irrespirabile, l’acqua è diventata una risorsa da razionare e la natura sembra essersi ribellata all’essere umano. Ma soprattutto un mondo in cui due persone, appartenenti a generazioni lontane, sono costrette a convivere, a confrontarsi e, forse, a riconoscersi. Una storia nata dall’ascolto di anziani e giovani, ambientata in un mondo segnato dalla crisi climatica, dove incontrarsi e comprendersi diventa una sfida necessaria.
In scena Graziano Piazza, interprete di grande esperienza e vincitore del prestigioso Premio Le Maschere del Teatro Italiano, e Daniele Ronco, attore e direttore artistico di Mulino ad Arte, realtà che si è distinta nel panorama teatrale nazionale per aver aperto nuove strade nel racconto delle questioni ambientali attraverso il linguaggio della scena, ottenendo numerosi riconoscimenti.
Tra suggestioni distopiche che richiamano la tradizione del teatro britannico contemporaneo, ironia, tensione e momenti di profonda tenerezza, Life is a Flower porta in scena la storia di Vez, un anziano architetto vedovo, e di Gio, un giovane travel influencer dal passato misterioso. Due uomini apparentemente inconciliabili, divisi dall’età, dalle esperienze e dal modo di guardare il mondo, che si ritrovano a condividere uno spazio domestico sospeso tra rifugio e prigione. La loro convivenza forzata diventa terreno di scontro, ma anche occasione per mettere in discussione pregiudizi, paure e fragilità.
Dietro questi personaggi non ci sono soltanto l’immaginazione degli autori e la scrittura teatrale, ma soprattutto le voci di persone reali.
La drammaturgia nasce infatti da un percorso di ricerca durato un anno, durante il quale sono state raccolte diverse testimonianze di persone anziane, incontrate nelle residenze assistenziali, nei centri diurni. Ricordi, rimpianti, desideri, solitudini e visioni del presente hanno contribuito a dare forma al personaggio di Vez, restituendogli una complessità che va ben oltre gli stereotipi legati alla vecchiaia.
Parallelamente, le interviste a giovani under 30, alle prese con la costruzione del proprio futuro e con le incertezze dell’ingresso nella vita adulta e professionale, hanno alimentato la scrittura di Gio. Le loro aspirazioni, le aspettative, il desiderio di indipendenza e il timore di non trovare il proprio posto nel mondo sono diventati materia viva della narrazione.
Ne nasce un confronto che rifugge le facili contrapposizioni: da una parte una generazione che teme di essere diventata invisibile, dopo aver contribuito a costruire il mondo di oggi; dall’altra una generazione che rivendica il diritto di immaginare il proprio domani, pur dovendo fare i conti con un’eredità difficile e con possibilità sempre più limitate.
Due generazioni che sembrano non avere più nulla da dirsi, ma che scoprono di condividere molto più di quanto immaginano: il bisogno di essere ascoltate, la paura del futuro e il desiderio di non sentirsi sole.
Sullo sfondo si muove una crisi climatica esasperata, che ha trasformato radicalmente la vita sulla Terra. Piogge acide, vegetazione incontrollabile, restrizioni alla libertà di movimento e provvedimenti governativi sempre più drastici disegnano uno scenario che sembra appartenere alla fantascienza, ma nel quale è impossibile non riconoscere le inquietudini del nostro presente.
Life is a Flower è uno «scherzo amaro sulla nostra condizione contemporanea – come sottolinea il regista Raffaele Latagliata nelle sue note – un racconto in cui ironia, grottesco, dramma e thriller si intrecciano per interrogare lo spettatore sul futuro che stiamo costruendo e sulla possibilità di ritrovare empatia proprio nei momenti di maggiore difficoltà».
Con Life is a Flower, Mulino ad Arte prosegue un percorso artistico che mette in dialogo teatro, sostenibilità e grandi questioni del presente, scegliendo questa volta di raccontare la crisi ambientale attraverso una prospettiva profondamente intima.
Perché anche in un mondo che sembra aver smarrito il proprio futuro, resta qualcosa che nessuna crisi può cancellare: il bisogno profondamente umano di essere visti, ascoltati e compresi.
Immagine in evidenza: Life is a flower – (5) (part.).




