Mediamatica Elettro Arts. Un atto politico e artistico in tutte le sue emanazioni

Mediamatica Elettro Arts. Un atto politico e artistico in tutte le sue emanazioni

È il pubblico che “ricerca” intrattenimento a rendere l’arte un “evento” o è l’arte che “richiama” il pubblico? Quando l’arte, con la sua produzione e i suoi codici, smette di essere una proiezione del proprio artefice e diventa, invece, un vero messaggio politico? In che direzione va l’arte di questo millennio e in che modo interagisce con i media che fruisce e che, a loro volta, la rendono fruibile?

Sono alcune delle domande che la rassegna “Mediamatica” vuole porre allo spettatore e alle quali si cercherà di rispondere presso il complesso monumentale gotico catalano di Santa Maria del Gesù a Modica per esplorare il rapporto tra arte contemporanea, media, suono, immagini in movimento e pubblico, con quattro set sonori di musica elettronica e un’esposizione permanente.

Mediamatica, sia chiaro, è un manifesto politico: la proposta di inserire nel contesto di un complesso monumentale del XV secolo questa rassegna di artisti assortiti non a caso, con personalità che restituiscono diversi approcci performativi, è una provocazione rivolta al pubblico. Provocazione che, nel 2022, si ritiene di assoluta necessità per dirimere gli interrogativi inerenti a cosa sia l’arte, come vada fruita e sostenuta, se è un prodotto di consumo per pochi (e giusti) o se è il consumismo ad aver relegato l’arte in un angolo di casa come un orpello da mettere in vetrina per chi, in fondo, colleziona senza conoscere.

Mediamatica, sotto la direzione di Francesco Lucifora, è la prima verifica in questa area geografica rivolta alle arti elettroniche performative.
Tutto nasce come riflessione sui “media” scoperti e scelti dagli artisti, musicisti e performers a partire dalle ricerche espressive e pioneristiche targate anni ’60, ’70, ’80, rivoluzionate negli anni 2000 e unificate dall’incontro con la “meccanica” di alcuni mezzi e dallo status umano e poetico post-contemporaneo. Il risultato tutto da verificare, in questi primi vent’anni del nuovo millennio, è una magia meccanizzata, impossibile da accertare in modo casuale e solitario, cosciente della necessaria presenza visionaria di colui o colei che performa. Il pretesto per indagare la potenza del suono e dell’immagine come pensiero artistico performativo è il primo status di Mediamatica.

Nello spazio del Complesso di Santa Maria del Gesù (Modica Alta) sono chiamate cinque personalità artistiche (tre singoli, un duo e un collettivo) con differenti estrazioni, e contatto con il suono e il visivo: cinque campioni che allargano a macchia la tensione che da media si trasforma in linguaggio individuale, genere, viaggio e posizione nel mondo. La volontà di Mediamatica è offrire uno spettro dal quale è possibile estrarre l’ascolto, la totale immersione e la collocazione dentro lo spazio creato dal suono e dall’immagine in movimento.

Il nome Mediamatica è liberamente tratto dalla storica rivista “Mediamatic”, molto difficile da reperire che ha affrontato, come anche “Wired”, il difficile compito di rendere semantico quella materia sfuggente che sta tra il dominio della tecnologia delle immagini, del suono e dell’arte e l’immaginario nell’età del medialismo.

Cosa sta accadendo all’arte? Qual è il rapporto tra arte e media nel 2022? In questi primi venti anni del nuovo millennio, come ci relazioniamo all’arte elettronica e all’arte contemporanea (prima di fronteggiare NFT, blockchain, etc..)?
Temi e domande enormi, ma che bisogna affrontare per orientarsi, ricostruire connessioni, come sempre per fissare i punti, segnare le conquiste e proporre il dubbio storico dove necessario.

Mediamatica parte da tre situazioni emblematiche.
Nei primi anni del 2000 andavano in onda tre edizioni di Pixel Microvisioni Istantanee (Modica, 2004-2006-2008) che portava, in luoghi lontani dalle scene centrali, la riflessione sulla video arte internazionale (Invideo, Berlinale, videoartisti Italiani), l’attenzione sul cinema oltre e il format del festival/rassegna.
Tra il 1961 e il 1962 nasce il movimento Fluxus (termine coniato dall’artista lituano Georges Maciunas) che al carattere frammentario del sistema dell’arte risponde con una comunità fluida (in apparenza simile al presente) che senza manifesti e programmi indaga la performance, la musica sperimentale, il video e le potenzialità degli happening.
Nel 1983 viene fondata Mediamatic, rivista e piattaforma attiva fino 1999 che discute, pubblica e riflette sulle pratiche artistiche e produttive in relazione all’arte, ai media e alla televisione. Una rivista illuminante, con uscite irregolari e diffusione di supporti contenenti opere filmiche e sonore. (Francesco Lucifora)

Organizzata dall’Associazione LAP con la collaborazione della Città di Modica.

Data

09 - 30 Set 2022
Ongoing...

Luogo

MODICA (RAGUSA) - CHIESA DI SANTA MARIA DEL GESÙ
Piazza del Gesù, 1, 97015 Modica
Categoria