"Lo scrittore automatico" dal racconto di Roald Dahl

“Lo scrittore automatico” dal racconto di Roald Dahl

Molto prima che l’intelligenza artificiale entrasse nel lessico quotidiano, Roald Dahl aveva già immaginato una macchina capace di scrivere racconti e romanzi al posto degli esseri umani. Da quella intuizione nasce Lo scrittore automatico, adattamento teatrale dal racconto The Great Automatic Grammatizator, una commedia che guarda alla tecnologia non come tema astratto, ma come dispositivo capace di mettere in crisi il rapporto tra creatività, mercato e responsabilità.

Al centro della scena c’è l’invenzione di Adolph Knipe, giovane tecnico di talento impiegato nell’impresa di Mr. Bohlen. Dopo aver contribuito alla realizzazione di un supercalcolatore scientifico, Knipe progetta una macchina in grado di produrre racconti destinati alla pubblicazione. L’idea nasce da una frustrazione personale — i rifiuti ricevuti dalle riviste letterarie — e diventa presto un’impresa economicamente appetibile. La macchina funziona, i testi automatici conquistano il mercato, e la scrittura comincia a essere separata dal nome, dal lavoro, dalla voce di chi la firma. La forza del racconto scritto nel 1953, sta nella sua capacità di anticipare con precisione inquieta una domanda oggi centrale: che cosa accade quando una performance tecnica appare indistinguibile da un atto creativo? L’adattamento firmato da Luca Botturi mantiene il passo della commedia e della suspense, ma inserisce nella drammaturgia elementi utili a leggere la distanza tra la macchina immaginata da Dahl oltre settant’anni fa e le forme contemporanee dell’IA. Non si tratta di una lezione sulla tecnologia, ma di una storia teatrale in cui l’efficienza diventa seduzione e la delega alle macchine assume un costo culturale e umano.

La regia di Andrea Carabelli costruisce un atto unico per tre attori, in scena assieme allo stesso Carabelli, Diego Becce e Martin Dushku. Accanto agli interpreti, la presenza scenica decisiva è il grande macchinario dello scrittore automatico: una macchina scenografica pensata da Andrea Colombo come organismo in trasformazione, destinato a crescere e a occupare progressivamente lo spazio dell’azione. Non semplice oggetto di scena, ma centro visivo e drammaturgico del conflitto. Anche il suono partecipa alla costruzione di questa identità meccanica. Le musiche originali di Giovanni Merli accompagnano e definiscono la presenza della macchina, dandole una voce scenica e contribuendo a rendere percepibile il suo avanzare dentro la storia. La dimensione artigianale della messa in scena — attori, macchina, suono — incontra così un tema che riguarda da vicino il presente: la scivolosa facilità con cui si può scambiare l’esecuzione per intelligenza, il risultato per pensiero, la produzione per creazione. Un racconto teatrale capace di tenere insieme leggerezza e interrogazione critica.

LO SCRITTORE AUTOMATICO
dal racconto di Roald Dahl
adattamento teatrale Luca Botturi
regia Andrea Carabelli
con Andrea Carabelli, Diego Becce, Martin Dushku
macchine e programmazione di Matteo Dell’Agostino, Marta Piatti, Davide Vitrano
scenografia Andrea Colombo
musiche originali Giovanni Merli
produzione Scarrozzanti S.r.l.
Durata: 75’

Immagine in evidenza: Lo scrittore automatico 3 (part.).

Data
25 Ott 2026
Ora
18:00
Luogo
MILANO - TEATRO FRANCO PARENTI
Via Pier Lombardo 14, 20135 Milano
Sito web https://www.teatrofrancoparenti.it/

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