Verso la gloria. Giuseppe Berto: uno scrittore e il suo archivio
In occasione della XXXII edizione del Premio Letterario Giuseppe Berto, il Brolo Centro d’Arte e Cultura ospita la mostra “Verso la gloria. Giuseppe Berto: uno scrittore e il suo archivio”, un percorso a tappe che, per la prima volta, mostra al pubblico documenti e manoscritti originali di uno degli scrittori più significativi del secondo Novecento italiano.
Con la curatela di Matteo Giancotti ed Emilio Lippi, testi e corredo iconografico di Giancotti e Sandro Lauzzana e con saggi a catalogo di Domenico Scarpa, Paola Culicelli, Saverio Vita e Diego Bottacin, , la mostra introduce i visitatori all’avvincente parabola letteraria e biografica di Giuseppe Berto: dagli esordi con Il cielo è rosso (1947), romanzo della gioventù che raccontava il dopoguerra con un’inedita scrittura spoglia e allo stesso tempo visionaria, fino a La gloria (1978), vertice ultimo di una ricerca radicale sulla verità e sul senso della scrittura. In mezzo, opere che hanno segnato la letteratura del Novecento italiano – da Il brigante a Guerra in camicia nera, al blockbuster “Anonimo Veneziano” fino al sofferto capolavoro Il male oscuro – tutte opere restituite sin dalla loro genesi attraverso manoscritti, dattiloscritti, fotografie, agende e lettere.
Molti gli inediti; tra questi Il luogo (1968), testo richiesto a Berto dal grande poeta Andrea Zanzotto, e nel quale Berto riflette sul legame con le proprie radici e sulla memoria dei paesaggi della giovinezza, ormai lontani ma ancora straordinariamente vivi nei ricordi di un autore che si considerava “sradicato”. Pagine tra le più belle che Berto abbia scritto, che intrecciano biografia e destino collettivo, svelando un autore sempre in dialogo con la propria epoca e con i luoghi che hanno dato il la alla sua scrittura. Sull’amicizia tra Berto e Zanzotto la mostra insiste con diverse lettere inedite che testimoniano la profonda onestà intellettuale del rapporto tra i due autori.
Un percorso espositivo, arricchito da pannelli, fotografie e apparati didascalici, ideato per unire le carte d’archivio alla biografia dell’autore e ai luoghi che ne hanno segnato le opere: Mogliano Veneto, Capo Vaticano, Roma, gli Stati Uniti.
L’inaugurazione è prevista per sabato 6 settembre 2025 alle ore 16:30, alla presenza del comitato scientifico che ha reso possibile l’allestimento. La mostra resterà visitabile fino al 9 novembre 2025, offrendo al pubblico un’occasione unica per scoprire un Berto meno conosciuto, ma ancora straordinariamente attuale: uno scrittore che, attraverso le sue carte, continua a farci interrogare su memoria, verità e responsabilità civile della letteratura.
I materiali provengono dall’Archivio Berto, custodito per decenni dalla moglie Manuela Perroni e dalla figlia Antonia, oggi di proprietà dell’Associazione Culturale Giuseppe Berto e conservato presso l’Università di Padova. Il fondo è reso disponibile alla ricerca grazie a un lavoro di inventariazione e digitalizzazione a cura dell’Archivio Scrittori Veneti.
Disponibile il catalogo, pubblicato da Amos Edizioni (Venezia), a cura di Giancotti e Lippi con molti inediti di Berto e dei suoi corrispondenti.
Promossa dalla Città di Mogliano Veneto, dal Comune di Ricadi, dall’Archivio Scrittori Veneti – Università di Padova e dall’Associazione Giuseppe Berto, la mostra gode del patrocinio di Ministero della Cultura, Regione Veneto, Regione Calabria, Provincia e Comune di Treviso, Comune di Vibo Valentia, Università degli Studi di Padova. Con il contributo di Regione del Veneto, Città di Mogliano Veneto e Comune di Ricadi.
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Giuseppe Berto e Anna Magnani




