Umberto Eco. L’isola del giorno prima. Libri, mari e macchine del sapere
A dieci anni dalla scomparsa, la Biblioteca Nazionale Braidense a Milano celebra Umberto Eco (1932-2016), con un progetto espositivo e divulgativo che intende valorizzare l’opera e il pensiero dell’intellettuale, filosofo e scrittore italiano.
“Ospitare Umberto Eco alla Biblioteca Braidense, a dieci anni dalla sua scomparsa – dichiara Angelo Crespi, Direttore Generale Pinacoteca di Brera, Palazzo Citterio e Biblioteca Nazionale Braidense -, significa, innanzitutto, riportare in una istituzione profondamente legata alla storia del libro, della cultura e della città di Milano, uno degli intellettuali che più di ogni altro ha saputo attraversare e mettere in relazione saperi diversi. Considerando che la Biblioteca Braidense conserva tutta la collezione di libri antichi di Eco.
La sua opera nasce dall’incontro continuo tra letteratura e filosofia, storia e arte, biblioteche e memoria, parola scritta e immagini. Questo approccio trova nella Braidense la sua sede ideale, perché la biblioteca non è soltanto un luogo di conservazione, ma uno spazio vivo nel quale il patrimonio diventa ricerca, conoscenza e occasione di confronto, in cui i libri continuano a generare domande, relazioni e nuove forme di conoscenza”.
“La mostra – sottolinea Carlotta Eco, Direttore della Fondazione Umberto Eco – è un percorso tra libri antichi, romanzi, scienza e tecnologia che trasforma lo spazio espositivo in un luogo di scoperta, memoria e nuovi orizzonti dell’immaginazione”.
Promossa dalla Fondazione Umberto Eco e dalla Pinacoteca di Brera/Biblioteca Nazionale Braidense, con il patrocinio e il contributo di Regione Lombardia, la mostra, curata da Carlotta Eco, Riccardo Fedriga e Marina Zetti, ruota attorno al romanzo L’isola del giorno prima, pubblicato nel 1994, che racconta la vicenda di Roberto de la Grive, un giovane nobile piemontese che, nell’estate del 1643, naufraga con la sua nave, l’Amarilli. Salvatosi, sale a bordo di un’altra imbarcazione apparentemente abbandonata, la Daphne, che si trova ancorata a circa un miglio da un’isola misteriosa, caratterizzata da flora e fauna esotiche.
L’isola è vicina, ma per il protagonista è irraggiungibile: non sa nuotare, la nave è priva di scialuppe e le correnti gli impediscono l’approdo. Costretto a muoversi solo dopo il crepuscolo, a causa della sua fotofobia, Roberto trascorre il tempo ispezionando i segreti della nave e scrivendo intense lettere d’amore a una nobildonna lontana; sullo sfondo si intrecciano le grandi questioni scientifiche e filosofiche del Seicento.
Dopo aver riavvolto il filo dei ricordi, il protagonista inizia a dubitare di essere da solo: troppi dettagli, infatti, lo portano a credere che qualcun altro, sulla nave abbandonata, stia conducendo la sua esistenza esattamente come sta facendo lui.
L’iniziativa, in programma dal 2 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027, si propone come un viaggio nel tempo tra letteratura, storia, scienza e navigazioni nei mari del Sud.
Il percorso espositivo propone 70 volumi e una serie di immagini originali che accompagnavano il racconto, provenienti dal patrimonio librario e scientifico della collezione di libri antichi di Umberto Eco e da quello dei fondi della Biblioteca Braidense.
A questi, si aggiungono alcuni fogli manoscritti di Umberto Eco con disegni, annotazioni, riflessioni relative alla stesura del testo.
I visitatori sono invitati a ripercorrere le esperienze vissute dal protagonista, attraverso strumenti creati appositamente per l’occasione che coinvolgeranno i sensi mediante la riproduzione di suoni, visioni e luci.
Sono, inoltre, esposti alcuni degli strumenti di navigazione citati nel romanzo, concessi in prestito dal Museo Galileo – Istituto e Museo di Storia della Scienza di Firenze, da metaLAB Harvard, Berlin e xyComm, tra i quali, si segnala un quadrante del 1686, una bussola nautica del XVIII secolo, un anello astronomico con funzione di orologio solare del XVII secolo e una replica del telescopio di Galileo che riproduce fedelmente l’originale.
Accompagna la rassegna un programma di eventi collaterali, tra cui conferenze e incontri con studiosi che approfondiranno i temi trattati dalla mostra (calendario prossimamente su bibliotecabraidense.org) stessa.
Per bambini e bambine dai 6 agli 11 anni con famiglie è prevista una serie di visite guidate e laboratori, dal titolo Il viaggio delle meraviglie, che propone di esplorare le sezioni della mostra attraverso brevi attività creative – tra mappe, false credenze, macchine fantastiche, ricordi, metafore e creature immaginarie – per poi concludere l’esperienza di viaggio insieme alle famiglie con l’allestimento di una piccola “camera delle meraviglie” condivisa. Gli appuntamenti, in collaborazione con la Fondazione Pasquinelli, si terrano sabato 17 e 31 ottobre dalle 10:00 alle 12:00, sabato 14 e 28 novembre dalle 10:00 alle 12:00 e sabato 12 dicembre dalle 10:00 alle 12:00.
Immagine in evidenza: “Umberto Eco. L’isola del giorno prima. Libri, mari e macchine del sapere”, Biblioteca Nazionale Braidense, foto di Cesare Maiocchi per La Grande Brera (part.).




