“La mia prima”, mostra degli allievi del Centro di Fotografia Indipendente
La classe 25/26 del corso annuale del Centro di Fotografia Indipendente debutta con la mostra «La mia Prima».
Sei gli autori in esposizione che, attraverso la fotografia, hanno raccontato identità e senso di appartenenza, dolore e memoria, desiderio e limite, il tempo sospeso del viaggio e il diritto del corpo a esistere prima di ogni definizione.
Una ricerca artistica realizzata con i docenti Mario Spada, Biagio Ippolito, Angelo Raffaele Turetta, Roberta Fuorvia, Alessia Della Ragione, Salvatore Pastore, con cui gli allievi hanno portato avanti un percorso approfondito nella fotografia durato un anno.
I LAVORI
Eleonora Ciciliano, partendo da «L’erotismo» di Georges Bataille, fa del corpo il luogo in cui indagare il conflitto tra separazione e fusione con «Affermazione della vita fin dentro la morte».
In «Universo imploso» di Caterina Di Gaetano nasce dai viaggi tra Roma e Napoli e da scatti che raccontano un anno caotico e la necessità di ritrovarsi.
Francesco Leone con «Senti chi sono»: volti senza faccia, paesaggi senza nome e non luoghi attraversati da chi si perde per ritrovare, alla fine, chi è.
Beatrice Ricci, con «Senza Permesso», segue Mia e la libertà di costruire se stessi, di cambiare e decidere quando mostrarsi o sottrarsi allo sguardo altrui.
«Quasi a casa» di Sara Romano affronta il dolore che non si riesce a nominare, tornando piccoli in cerca di protezione per cominciare a immaginarsi a casa pur non essendoci ancora arrivati.
Chiude Lorenza Varchetta con «Spatriat?», progetto dedicato a uno stato d’animo che accomuna ciascuno di noi: sentirsi fuori posto, senza una geografia né punti di riferimento, tra riflessione sull’identità, individualismo e rapporto con l’ambiente urbano.
Immagine in evidenza: Eleonora Ciciliano – Affermazione della vita fin dentro la morte (part.).




