Andrea Branzi. Anima animale
Babs Art Gallery di Milano, galleria di gioielli d’artista fondata da Barbara Lo Bianco, presenta Anima Animale, uno degli ultimi progetti avviati da Andrea Branzi e oggi portato a compimento a tre anni dalla sua scomparsa. “Anima” e “animale” condividono la stessa radice ed è da questa prossimità linguistica e dalla dimensione simbolica che prende forma il progetto.
Architetto, designer, artista e teorico, Branzi ha attraversato oltre cinquant’anni di cultura progettuale italiana mettendo costantemente in discussione i confini tra le discipline. Dall’esperienza di Archizoom Associati alla sua ricerca teorica e artistica, il suo lavoro ha indagato il rapporto tra uomo, natura, oggetto e ambiente, sviluppando una visione del progetto come strumento capace di interrogare le forme dell’abitare.
L’animale occupa in questo percorso una posizione particolare. Dalla storica collezione Animali domestici del 1985 fino a Animaux dans la Ville, realizzato con Stefano Boeri per Fondation Cartier nel 2025, Branzi ha esplorato una forma di animismo contemporaneo, nel quale uomini, animali e oggetti possono tornare a condividere lo stesso universo. L’animale diventa così una presenza capace di rendere lo spazio domestico e urbano più armonico, restituendo alla quotidianità una dimensione simbolica e affettiva.
In Anima Animale, questa ricerca trova espressione nel gioiello, inteso non come semplice oggetto ornamentale, ma come una delle forme più antiche attraverso cui l’uomo ha stabilito una relazione con il corpo e con il cosmo. Se il design moderno appartiene alla cultura della produzione, della tecnica e della razionalità, il gioiello conserva una dimensione ancestrale e misteriosa: è segno, talismano, presenza. Indossato, trasforma il corpo e diventa veicolo di un significato che precede la sua stessa funzione.
Il progetto nasce dal dialogo tra Andrea Branzi e Matteo Bonafede, orafo e jewelry designer di Valenza, con il quale Branzi aveva già collaborato alla realizzazione di alcuni gioielli. Concepite, discusse e alcune realizzate prima della scomparsa dell’architetto, le opere sono state realizzate a partire dai disegni e dalle indicazioni progettuali di Branzi. Cresciuto nel laboratorio orafo di famiglia e formato anche in ambito filosofico, Bonafede concretizza il pensiero dell’architetto attraverso una pratica in cui sapere artigianale e sperimentazione si incontrano.
La collezione comprende 35 pezzi tra collane, spille e orecchini, alcuni dei quali realizzati in edizione, per un numero complessivo di esemplari maggiore. Oro giallo, bronzo e ottone traducono le figure animali disegnate da Branzi in forme da indossare: piccole presenze sospese tra il naturale e l’artificiale, tra rappresentazione e simbolo.
L’apertura della mostra dialoga inoltre con la conclusione di Andrea Branzi by Toyo Ito – Continuous Present la grande retrospettiva dedicata a Branzi alla Triennale Milano, realizzata in partnership con Fondation Cartier pour l’art contemporain e visitabile fino al 4 ottobre. Due progetti che, attraverso prospettive differenti, restituiscono la complessità di una ricerca che ha sempre fatto della contaminazione tra arte, design, architettura e pensiero il proprio territorio.
In Anima Animale, il gioiello diventa così una forma di conoscenza. Gli animali di Branzi, trasformati in oggetti da indossare, riattivano una relazione primordiale tra corpo, natura e immaginazione. Una collezione in cui il progetto si fa simbolo e la materia torna a interrogare ciò che ancora oggi rimane misterioso, ancestrale e profondamente umano.
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Cavallo Ottone




