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Farfalle al Museo di Storia Naturale

Farfalle al Museo di Storia Naturale

Il Museo di Storia Naturale di Verona propone una serie di esposizioni temporanee allestite nell’atrio d’ingresso: vengono esposti – a rotazione – alcuni pezzi delle collezioni di studio normalmente non visibili al pubblico. L’esposizione permetterà ai visitatori di conoscere parte dei quasi cinque milioni di esemplari che costituiscono le collezioni normalmente destinate ai ricercatori e agli esperti di settore.

La prima di questa serie di esposizioni è dedicata alle collezioni di farfalle e rimane allestita fino al 3 aprile 2022, con visite guidate gratuite su prenotazione la domenica pomeriggio.

Tanti colori

I colori delle ali delle farfalle sono di due tipologie: i colori fisici (blu, bianco, viola), dovuti alla presenza di minute scaglie (la famosa “polverina”) di forma diversa che, per fenomeni ottici di rifrazione, interferenza e riflessione, danno alle ali colori metallici e cangianti; i colori chimici (arancio, nero, giallo), più comuni, sono dati dalla presenza di pigmenti presenti sulle scaglie.

Tra le circa 160.000 specie di farfalle difficilmente ne troveremo due con lo stesso disegno e colori, anzi spesso all’interno della stessa specie individui maschi e femmine o di differenti generazioni presentano colorazioni differenti.

Le ali sono per una farfalla il biglietto da visita per il mondo circostante: le farfalle diurne (Ropaloceri) che volano nei boschi e nelle foreste sono solitamente scure, quasi monocolore, per non essere viste dai predatori; nei prati aperti sono invece più comuni i colori sgargianti e trame complesse per avvertire i predatori in caso siano velenose o semplicemente disorientarli; le farfalle notturne (Eteroceri), che passano le ore di luce a riposo, hanno colorazioni che le confondono con i tronchi o le rocce su cui passano la giornata e, non da ultimo, i colori servono per riconoscersi tra sessi diversi.

Colori per incontrarsi

Nelle farfalle diurne il maschio ricerca attivamente la compagna usando prevalentemente la vista; segnali di tipo odoroso (chimico) intervengono solo in un secondo tempo, quando i partner si trovano a stretto contatto. Per emettere i segnali odorosi i maschi di moltissime specie possiedono squame modificate a funzione ghiandolare, chiamate androconi o plumule. Sulle ali, gli androconi possono essere dispersi tra le altre squame, riuniti in ciuffi o protetti in particolari tasche e pieghe delle nervature.

Questi possono anche essere localizzati in altre parti del corpo, per esempio su antenne, zampe, addome, apparato genitale. In particolare, i maschi di molti satiridi (ad esempio, del genere Hipparchia) possiedono nella parte terminale dell’addome, in prossimità delle armature genitali, delle squame odorose fortemente sclerotizzate, raggruppate a formare l’organo di Jullien. Il numero di tali squame varia da specie a specie, così da essere usato come utile carattere per il riconoscimento specifico.

In molte specie i maschi sono molto più colorati delle femmine. Una ragione di ciò è che i maschi volano costantemente alla ricerca di compagne, per cui hanno bisogno di pubblicizzare la loro presenza. Le femmine invece sono più sedentarie, tendendo a muoversi molto poco fino all’accoppiamento, dopodiché possono impiegare diversi giorni per deporre tutte le uova, per cui è fondamentale ridurre al minimo la probabilità di essere attaccate da un predatore.

Di conseguenza è vantaggioso per le femmine avere una colorazione più criptica.

Incontrarsi al buio

Quando si vive al buio i segnali visivi sono inutili: ecco perché nelle falene, attive prevalentemente nelle ore notturne, sono gli stimoli odorosi emessi dalla femmina a guidare il maschio nella ricerca della compagna. Tali stimoli sono dei veri e propri messaggeri chimici, detti feromoni sessuali.

Queste sostanze, diverse per ogni specie, sono assai volatili e possono essere percepite, da recettori che si trovano sulle antenne del maschio, anche a diversi chilometri di distanza. La sensibilità ai feromoni sessuali è molto elevata, è stato calcolato, sulla base di dati elettrofisiologici, che una singola molecola può scatenare un impulso nervoso nel maschio di Bombyx mori – il baco da seta; e che per attivare il comportamento di ricerca della partner è sufficiente che le antenne del maschio siano in contatto con sole 1.000 molecole di feromone per millilitro d’aria. Quantità davvero infinitesime che testimoniano quanto siano sensibili e fondamentali gli organi di senso posti sulle antenne.

Queste ultime, infatti, portano un elevatissimo numero di sensilli, innervati dal sistema nervoso centrale, che sono sede di meccanorecettori per la percezione delle sensazioni tattili e di chemiorecettori atti a ricevere gli stimoli olfattivi, particolarmente numerosi nelle falene. Per le farfalle dunque le antenne sono un finissimo naso, tant’è che spesso, prima di cibarsene, il nettare dei fiori viene ‘assaggiato’ con un caratteristico tocco d’antenna.

Orari
da martedì a domenica
dalle 10 alle 18 (ultimo ingresso alle 17.30)
chiuso il lunedì

Visite guidate gratuite la domenica alle ore 16
20 e 27 febbraio
6, 13, 20 e 27 marzo
3 aprile

Prenotazione obbligatoria.
Prenotazione visite
Segreteria didattica dei Musei Civici Cooperativa Le Macchine Celibi
dal lunedi al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 16 – il sabato dalle 9 alle 13
tel. 045 8036353 – 045 597140
segreteriadidattica@comune.verona.it

The event is finished.

Data

20 Feb 2022
Expired!

Ora

16:00

Luogo

VERONA - MUSEO DI STORIA NATURALE
Lungadige Porta Vittoria, 9, 37129 Verona
Sito web
https://museodistorianaturale.comune.verona.it/
Categoria