Allestita al Centro Storico Fiat – dove viene firmato lo storico accordo che regola la collaborazione tra Italia e Unione Sovietica per la realizzazione dello stabilimento AutoVAZ – la mostra ripercorre le vicende che permettono alla Fiat di “mettere i sovietici al volante”: non solo un episodio di cronaca industriale, ma anche una delle più audaci operazioni di diplomazia parallela della Guerra fredda, che chiama in causa i principali attori internazionali dell’epoca, da Chrušcëv a Kosygin, da Kennedy al segretario alla Difesa McNamara.
Sono passati sessant’anni dalla firma del contratto che regola la collaborazione tra italiani e sovietici. Il 4 maggio 1966 – su un tavolo tuttora esposto nella sede del Centro Storico Fiat – Vittorio Valletta firma il protocollo per la costruzione dello stabilimento. L’intesa viene perfezionata in agosto, quando il presidente della Fiat, accompagnato tra gli altri da Gianni Agnelli, Piero Savoretti e Riccardo Chivino, firma a Mosca l’Accordo generale per la realizzazione dell’AutoVAZ, alla presenza del primo ministro Kosygin e del ministro dell’Industria automobilistica Tarasov. Poco dopo iniziano i lavori per la costruzione della fabbrica.
I materiali conservati negli archivi del Centro Storico Fiat – fotografie, documenti originali, telegrammi, relazioni tecniche – raccontano il vasto lavoro di squadra che ha portato alla costruzione dello stabilimento. A partire da questa restituzione documentale si sviluppa la rilettura e rielaborazione visiva di Giovanna Silva che, in un viaggio “di ritorno” a Togliatti compiuto nel 2019 con Claudio Giunta, racconta che cosa resta della fabbrica e della città: lei fotografa gli edifici; insieme intervistano ex operai ed ex dirigenti, russi e italiani, che lavorarono all’AutoVAZ; lui raccoglie memorie familiari e ricostruisce la Togliatti e la Torino di sessant’anni fa.
Inaugurazione: giovedì 21 maggio 2026, ore 18.30
Periodo: 22 maggio – 4 ottobre
Centro Storico Fiat
Via Gabriele Chiabrera, 20, 10126 Torino

