Il 18 Luglio del 1914, a Bagno a Ripoli (Firenze) nasceva Gino Bartali, che è stato uno dei più grandi ciclisti italiani e internazionali, noto per le sue vittorie in Italia ed all’estero.
Iniziò a correre come professionista nel 1934, divenendo famoso per il suo carattere tenace e la sua abilità nelle salite.
La sua carriera è stata segnata da una storica rivalità con Fausto Coppi e le sue vittorie inclusero tre Giri d’Italia, Giri di Svizzera, Milano-Sanremo, Giri di Lombardia e successi nel Tour de France.
La sua carriera fu però ostacolata dalla guerra, ma durante il conflitto, Bartali usò la sua bicicletta per trasportare documenti falsi e aiutare gli ebrei a sfuggire alle persecuzioni, un atto che rimase segreto fino alla fine della sua vita.
Dopo la guerra, Bartali riprese a gareggiare con successo, vincendo il Giro d’Italia del 1946 e il Tour de France nel 1948, in un’epica impresa che sollevò gli spiriti degli italiani in un periodo di tensione politica. Nonostante le difficoltà fisiche e gli incidenti, continuò a correre fino al 1954 e successivamente intraprese la carriera di dirigente sportivo. Nel 2000, Bartali morì per un infarto all’età di 85 anni.
La sua figura è rimasta nell’immaginario collettivo come simbolo di coraggio, sportività e impegno civile.
La sua storia è stata riconosciuta anche dal governo israeliano e nel 2013 è stato dichiarato Giusto tra le Nazioni per il suo contributo al salvataggio di circa 800 ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale.
Gino Bartali, oltre alla sua straordinaria carriera ciclistica, fu anche un personaggio molto presente nel mondo dell’intrattenimento.
Nel 1959 partecipò al celebre programma “Il Musichiere”, dove cantò insieme a Fausto Coppi.
Nel 1963, incise con Narciso Parigi una serie di 4 dischi 45 giri, con dialoghi divertenti tra Bartali e lo stornellatore.
Nel 1992, condusse il tg satirico “Striscia la notizia” accanto a Sergio Vastano.
Nel 1996, partecipò al programma “Viva Carnera” su Rai International, duettando con Renzo Arbore. Bartali comparve anche al cinema, interpretando sé stesso nei film “Totò al Giro d’Italia “(1948) e “Femmine di lusso” (1960).
Nel 1995, la RAI produsse una fiction su Fausto Coppi con riferimenti a Bartali, interpretato da Simon de La Brosse.
Gino Bartali morì a Firenze nel 2000. Anche dopo la sua morte, gli omaggi continuarono. Nel 2006, fu realizzata la miniserie “Gino Bartali – L’intramontabile” con Pierfrancesco Favino, seguita da documentari come “Gino Bartali: il campione e l’eroe” (2016) e “Il Vecchio e il Tour” (2018). Inoltre, Paolo Conte gli dedicò la canzone “Bartali”, successivamente ripresa da Enzo Jannacci nell’album “Foto ricordo”.
Questa mia opera, realizzata con la tecnica della “Computer Art”, è in suo omaggio e memoria.
Bruno Pollacci
Direttore dell’Accademia d’Arte di Pisa
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