{"id":25415,"date":"2023-03-01T07:40:00","date_gmt":"2023-03-01T06:40:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.redazionecultura.it\/altermedia\/?p=25415"},"modified":"2023-03-02T23:37:16","modified_gmt":"2023-03-02T22:37:16","slug":"scoperta-una-specie-sconosciuta-nella-serra-del-museo-delle-scienze-di-trento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.redazionecultura.it\/altermedia\/scoperta-una-specie-sconosciuta-nella-serra-del-museo-delle-scienze-di-trento\/","title":{"rendered":"Scoperta una specie sconosciuta nella serra del Museo delle Scienze di Trento"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chi ha detto che specie nuove alla scienza vengono scoperte solo in luoghi remoti del pianeta? Nella serra tropicale del MUSE Museo delle Scienze di Trento, durante alcuni campionamenti scientifici, \u00e8 stata trovata e descritta per la prima volta Barkeriella museensis, una lumachina di due centimetri appartenente a una famiglia di molluschi terrestri, i Rathouisiidae, poco diffusa e studiata, presente dall\u2019Asia orientale fino all\u2019Australia. Il ritrovamento, descritto sulla rivista scientifica Zoological Journal of the Linnean Society e ora anche in un video prodotto dal MUSE (<a href=\"https:\/\/youtu.be\/8XWAje2A45U\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">qui il link YouTube<\/a>), apre interessanti scenari di indagine sulle specie aliene.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non credevano ai loro occhi le ricercatrici e i ricercatori dell\u2019Universit\u00e0 di Siena e del Museo di Storia Naturale dell\u2019Accademia dei Fisiocritici durante uno dei campionamenti presso la serra tropicale del MUSE di Trento: nel setaccio, tra il terriccio e le piante della serra tropicale, ha fatto capolino una piccola lumaca lunga circa due centimetri appartenente alla famiglia dei Rathouisiidae. Grazie alla successiva analisi morfologica e molecolare condotta in collaborazione con l\u2019Universit\u00e0 di Poznan, in Polonia, \u00e8 stato possibile determinare che quel piccolo invertebrato apparteneva ad una specie sconosciuta alla scienza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La nuova lumachina \u00e8 stata quindi descritta in un articolo scientifico sulla rivista Zoological Journal of the Linnean Society, prendendo il nome Barkeriella museensis, in onore del malacologo neozelandese Gary Barker, e del MUSE di Trento, luogo della scoperta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il suo areale di origine rimane ancora un mistero, non essendo conosciuta in natura, ma potrebbe collocarsi in Asia orientale o in Australia visto che la famiglia a cui appartiene \u00e8 diffusa in quelle aree. Ma incerta \u00e8 anche la modalit\u00e0 con cui la lumachina \u00e8 arrivata nel capoluogo trentino: probabilmente in seguito al trasporto di terriccio o di piante esotiche nella serra tropicale del museo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La scoperta \u00e8 avvenuta nell\u2019ambito di un progetto di ricerca sulle specie aliene condotta dall\u2019Universit\u00e0 di Siena e dal Museo di Storia Naturale Accademia dei Fisiocritici, in collaborazione con l\u2019Universit\u00e0 di Poznan, in Polonia, e il National Biodiversity Future Center (NBFC) nell\u2019ambito del PNRR. Il progetto \u00e8 coordinato da Giuseppe Manganelli e Folco Giusti dell\u2019ateneo senese, tra i pochi ricercatori italiani che si occupano prevalentemente di molluschi terrestri<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cIl MUSE \u2013 spiega Debora Barbato, ricercatrice dell\u2019Universit\u00e0 di Siena\/NBFC \u2013 \u00e8 una delle aree di studio che assieme ad altri orti botanici e musei scientifici dotati di serre e giardini stiamo indagando in cerca di xenodiversit\u00e0, quella componente della biodiversit\u00e0 costituita da organismi alieni, cio\u00e8 non originari del territorio indagato. Il nostro settore di ricerca \u00e8 quello dei molluschi terrestri e di acqua dolce, che comprende specie spesso introdotte in maniera del tutto accidentale con il trasporto di terriccio o di piante esotiche. Solitamente per trovare esemplari utilizziamo i classici metodi di campionamento usati per la fauna del suolo, ossia ricerca visiva, raccolta di terriccio e lettiera da esaminare in laboratorio\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Andrea Benocci, conservatore del Museo di Storia Naturale Accademia dei Fisiocritici, descrive cos\u00ec la scoperta di Barkeriella museensis: \u201cSia a Trento che in altre citt\u00e0 d&#8217;Italia abbiamo trovato numerose specie aliene, alcune delle quali mai segnalate prima in Europa. Ma al MUSE, in particolare, abbiamo scoperto questa lumachina tropicale, finora sconosciuta alla scienza: un ritrovamento abbastanza eccezionale. Una delle particolarit\u00e0 \u00e8 che l\u2019apparato riproduttore di questa specie \u00e8 dotato di tre diversi condotti (ciascuno dei quali si apre indipendentemente) preposti allo scambio dei gameti: una condizione finora mai osservata nei molluschi terrestri, che generalmente ne hanno due&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non \u00e8 la prima volta che il MUSE contribuisce all&#8217;identificazione di nuove specie in giro per il mondo, ma \u00e8 la prima che diventa territorio di scoperta. Come spiega Massimo Bernardi, responsabile Ricerca e Collezioni del MUSE: \u201cIl MUSE, nell\u2019ultimo decennio, attraverso le sue attivit\u00e0 di ricerca ha portato alla scoperta di circa 50 specie, quale esito dell\u2019esplorazione territoriale. Nelle nostre collezioni sono conservati oltre 700 olotipi, cio\u00e8 gli esemplari di riferimento per la descrizione di nuove specie. Questa volta, tuttavia, il MUSE diventa luogo di ricerca, a riprova di come non serva andare troppo lontano per scoprire nuova biodiversit\u00e0: solitamente notizie di nuove specie ci arrivano da luoghi ad alta concentrazione di biodiversit\u00e0 come i Tropici o solo parzialmente esplorati come i fondali oceanici. In realt\u00e0, c\u2019\u00e8 biodiversit\u00e0 da scoprire tutto attorno a noi, anche nei luoghi che pensiamo di conoscere meglio, come una manciata di terriccio in una serra tropicale di un museo frequentata ogni anno da migliaia di persone\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per l\u2019occasione, il museo ha realizzato anche un video dal titolo \u201cBarkeriella museensis. Una lumaca al museo\u201d, che illustra la scoperta. Il filmato racconta con un linguaggio chiaro e scanzonato l\u2019importanza della ricerca scientifica condotta dai musei nel campo della biodiversit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Barkeriella museensis - La lumachina scoperta nella serra del MUSE\" width=\"1140\" height=\"641\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/8XWAje2A45U?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chi ha detto che specie nuove alla scienza vengono scoperte solo in luoghi remoti del pianeta? 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