{"id":36481,"date":"2026-10-23T07:15:00","date_gmt":"2026-10-23T05:15:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.redazionecultura.it\/altermedia\/?post_type=mec-events&#038;p=36481"},"modified":"2026-10-23T08:30:20","modified_gmt":"2026-10-23T06:30:20","slug":"franco-moschino-ceci-nest-pas-une-exposition","status":"publish","type":"mec-events","link":"https:\/\/www.redazionecultura.it\/altermedia\/eventi\/franco-moschino-ceci-nest-pas-une-exposition\/","title":{"rendered":"Franco Moschino. Ceci n&#8217;est pas une exposition"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al Forte di Bard dal 31 ottobre 2026 al 29 marzo 2027 arriva la mostra dedicata all&#8217;enfant prodige della moda, Franco Moschino. L&#8217;esposizione, realizzata dal Forte di Bard in collaborazione con CZ Fotografia e con il patrocinio e il sostegno di ADCI Art Directors Club Italiano, \u00e8 a cura di Pier Paolo Pitacco, in collaborazione con Catia Zucchetti e con il contributo critico di Giuseppe Mastromatteo, presenta nelle sale delle Cantine un percorso inedito che celebra il genio visionario, ironico e profondamente rivoluzionario di Moschino.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo le monografiche dedicate a Gian Paolo Barbieri e a Gianfranco Ferr\u00e9, la moda e la fotografia sono di nuovo protagoniste al Forte di Bard: il percorso espositivo raccoglie oltre 200 fotografie, alcuni dei vestiti pi\u00f9 iconici e preziosi materiali d&#8217;archivio che ripercorrono la carriera di uno dei pi\u00f9 straordinari innovatori del fashion system mondiale, un artista che ha fatto della provocazione, del gioco e del rifiuto dei dogmi accademici la propria inconfondibile firma.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Franco Moschino \u00e8 ricordato infatti non solo come un grande stilista, ma come un artista a tutto tondo che ha usato la moda per commentare la societ\u00e0, spingendo i confini della creativit\u00e0 e lasciando un segno indelebile nella storia del costume: stilista rivoluzionario, pubblicitario provocatore, pacifista e precursore del movimento eco-friendly. Lui stesso amava definirsi un &#8220;pittore&#8221; che usava la moda come mezzo per esprimere la sua arte e la sua visione. Le sue creazioni, caratterizzate da un&#8217;ironia pungente e un&#8217;estetica pop e anticonformista, si propongono come parodia e critica dello stesso mondo della moda. Rielabora capi classici, aggiungendo dettagli irriverenti, come tailleur \u2018alla Chanel&#8217;con girandole al posto dei bottoni o il celebre tubino nero con il prezzo ricamato sul capo, o addirittura gonne realizzate interamente di cravatte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sperimentatore ed ecologista ante litteram, \u00e8 stato uno dei primi couturier a far sfilare pellicce ecologiche, inaugurando quello che diventer\u00e0 un vero e proprio trend.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;Italia \u00e8 stata per Moschino un patrimonio di simboli, un territorio infinito d&#8217;esplorazione. Il suo immaginario comprendeva la Gioconda di Leonardo, il David di Michelangelo, i Pupi Siciliani &#8211; che si vedono usati come ciondoli in un look total black &#8211; La Gazzetta dello Sport, Il golfo di Napoli: tutto diventava materia plastica per creare una moda non solo elegante ma anche divertente, ironica, giocosa. Un&#8217;eredit\u00e0 che ancora oggi ispira le nuove generazioni di creativi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo spazio espositivo si trasforma quindi in un vero e proprio manifesto di libert\u00e0 creativa e di aperta critica alle convenzioni della moda. Ad accogliere il pubblico, una galleria fotografica lungo quaranta metri che catapulta immediatamente i visitatori nell&#8217;universo dello stilista. Il percorso espositivo si sviluppa nelle sei sale tematiche, ritmate da installazioni luminose al neon. In un flusso continuo tra arte e moda, gli scatti storici di Stefano Babic, Sergio Caminata e Stefano Pandini dialogano con la spettacolarit\u00e0 delle leggendarie vetrine della maison, le provocatorie campagne pubblicitarie e una selezione mirata di abiti vintage originali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La prima sala, &#8220;Ciao Franco&#8221; si presenta come uno spazio intimo ed emotivo che raccoglie i ritratti dello stilista, i suoi bozzetti originali e la celebre griglia di 44 aforismi, affiancandoli a rari documenti personali come la sua carta d&#8217;identit\u00e0 e la toccante lettera inviata alla giovane fan Glenda Mabel Miranda. Si passa poi alla seconda sala, &#8220;Comunicare&#8221;, interamente dedicata alla rivoluzione pubblicitaria e i sui claim irriverenti &#8220;alla Moschino&#8221;, dove una selezione delle sue storiche campagne dialoga con l&#8217;imponente maxi-stampa a tutta parete del manifesto &#8220;Moschino Jeans&#8230; per quello che sei!&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il percorso prosegue con la terza sala, &#8220;La vetrina&#8221; che rievoca il genio scenografico e provocatorio delle storiche boutique milanesi di via Sant&#8217;Andrea e via Durini; qui la celebre dicitura &#8220;Ceci n&#8217;est pas une boutique&#8221; incornicia un&#8217;esposizione di shopping bag concettuali come &#8220;VUOTO&#8221; o &#8220;Ceci n&#8217;est pas un sac&#8221;. La quarta sala, &#8220;Ideal dress = No stress&#8221; offre invece un&#8217;immersione nel mondo delle sfilate attraverso una selezione di scatti di passerella, mescolati ai suoi precoci messaggi ecologisti ed etici come &#8220;Difendi la Natura&#8221; e &#8220;Too much irony!&#8221;. Nella quinta sala, &#8220;Fashion &#8211; Fashoff&#8221; si entra nel cuore dell&#8217;esposizione con una selezione di abiti vintage originali, incorniciati da una sequenza di collage di immagini che ricostruiscono i capi pi\u00f9 iconici ideati da Franco durante la sua carriera. Infine, la sesta sala, &#8220;Il film&#8221;, accoglie i visitatori in una stanza d&#8217;atmosfera pensata come spazio proiezioni dedicato alla visione del film documentario del 1993 sulla vita e l&#8217;opera dell&#8217;artista oltre ad un collage di interviste e partecipazioni televisive.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ad arricchire l&#8217;esperienza, sala dopo sala, ci saranno contributi video con interviste a storici amici, colleghi e artisti (realizzate da Alberto Clementi, Tommaso Basilio e Pier Paolo Pitacco). I loro racconti svelano il lato pi\u00f9 umano e radicale di Moschino: dalle origini nella provincia padana (Abbiategrasso) alle folli performance in passerella, alle sorprendenti campagne pubblicitarie, fino alla profonda seriet\u00e0 dei suoi messaggi politici e sociali. In mostra c&#8217;\u00e8 anche una chicca: un video con i momenti pi\u00f9 eclatanti delle sue sfilate, recuperati dai master originali del regista Sergio Salerni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Accompagna la mostra il volume, in italiano e inglese, pubblicato da Moebius &#8220;Breaking the rules. Aforismi and assorted stories&#8221; a cura di Pier Paolo Pitacco e con un&#8217;introduzione di Adriana Mulassano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Immagine in evidenza: Campagna pubblicitaria Autunno\/Inverno 1985\/1986 fotografata da Sergio Caminata A sinistra Violeta Sanchez, a destra Amalia Vairelli. .<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Al Forte di Bard dal 31 ottobre 2026 al 29 marzo 2027 arriva la mostra dedicata all&#8217;enfant prodige della moda, Franco Moschino. L&#8217;esposizione, realizzata dal Forte di Bard in collaborazione con CZ Fotografia e con il patrocinio e il sostegno di ADCI Art Directors Club Italiano, \u00e8 a cura di Pier Paolo Pitacco, in collaborazione [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":36482,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","tags":[18757,25494,25495],"mec_category":[10163],"class_list":["post-36481","mec-events","type-mec-events","status-publish","has-post-thumbnail","tag-aosta","tag-bard","tag-forte-di-bard","mec_category-eventi","czr-hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.redazionecultura.it\/altermedia\/wp-json\/wp\/v2\/mec-events\/36481","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.redazionecultura.it\/altermedia\/wp-json\/wp\/v2\/mec-events"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.redazionecultura.it\/altermedia\/wp-json\/wp\/v2\/types\/mec-events"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.redazionecultura.it\/altermedia\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.redazionecultura.it\/altermedia\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=36481"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.redazionecultura.it\/altermedia\/wp-json\/wp\/v2\/media\/36482"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.redazionecultura.it\/altermedia\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=36481"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.redazionecultura.it\/altermedia\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=36481"},{"taxonomy":"mec_category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.redazionecultura.it\/altermedia\/wp-json\/wp\/v2\/mec_category?post=36481"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}