{"id":35758,"date":"2026-10-22T06:20:00","date_gmt":"2026-10-22T04:20:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.redazionecultura.it\/altermedia\/?post_type=mec-events&#038;p=35758"},"modified":"2026-10-22T09:57:58","modified_gmt":"2026-10-22T07:57:58","slug":"non-sentire-il-male-di-e-con-elena-bucci","status":"publish","type":"mec-events","link":"https:\/\/www.redazionecultura.it\/altermedia\/eventi\/non-sentire-il-male-di-e-con-elena-bucci\/","title":{"rendered":"&#8220;Non sentire il male&#8221; di e con Elena Bucci"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Elena Bucci, tra le protagoniste pi\u00f9 autorevoli del teatro contemporaneo italiano, porta in scena con Le Belle Bandiere &#8220;Non sentire il male&#8221;, creazione di cui \u00e8 autrice e interprete, dedicata a Eleonora Duse. Nato da una ricerca personale e artistica sviluppata nell&#8217;arco di molti anni, lo spettacolo \u00e8 il luogo di un incontro profondo tra due attrici e due visioni del teatro: attraverso lettere, scritti e testimonianze, Bucci interroga l&#8217;eredit\u00e0 di una figura che ha rivoluzionato la scena moderna, riconoscendovi una tensione radicale verso la libert\u00e0, una concezione dell&#8217;arte incarnata nel corpo e la ricerca incessante di un legame autentico con la vita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Eleonora Duse, nata nel 1858 e morta nel 1924, fu attrice e capocomica. La libert\u00e0 del suo agire rivoluzion\u00f2 e sconvolse il teatro del suo tempo. Detestava le biografie, le autobiografie, i centenari e le commemorazioni. Per me, fu anche una grande donna perch\u00e9 lei ebbe coraggio.<br>Questo lavoro mi accompagna da anni e cambia con me fin da quando uscii dalla compagnia di Leo de Berardinis per cercare una strada personale, una scrittura, una visione. Incontrai Eleonora, maestra fantasma, in un palazzo abbandonato tra le campagne. Da allora mi ha accompagnato e illuminato nel corso di tante repliche, da Milano a Roma, da Venezia a Mosca, a Parigi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 un tempo della vita in cui non bastano pi\u00f9 mestiere, tecnica, lavoro, ma ci si domanda dove ci portino e cosa c&#8217;\u00e8 oltre e altrove. Io ero proprio l\u00ec, quando, parlando con un amico sapiente, mi sono accorta che gli scritti e il pensiero della Duse mi avevano accompagnato per tutta la mia vita teatrale. Ho cercato un luogo che mi parlasse e dei compagni generosi, e dedicando questo lavoro a lei ho raccolto i fili delle mie inquietudini, sperando che non fossero solo mie. Non avrei mai avuto il coraggio di questa solitudine senza il calore degli amici e di questo li ringrazio. Non \u00e8 stato per amor di stravaganza che ho cominciato questo lavoro in un luogo &#8211; il Palazzo di San Giacomo a Russi, in stato di abbandono &#8211; pieno di memorie storiche e personali. Dovevo creare tutte le condizioni perch\u00e9 fosse possibile l&#8217;intensa trasformazione che volevo. Ora si \u00e8 situato in profondit\u00e0 e con precisione in un luogo interiore che, pur modificando il linguaggio e l&#8217;espressione, posso rintracciare in ogni momento. Lo spettacolo \u00e8 davvero scritto nel corpo, senza retorica, ed \u00e8 questo che cercavo, e questo \u00e8 il cuore del mio lavoro su Eleonora Duse, immaginata nel momento in cui, malata e sostituita da Gabriele D&#8217;Annunzio nella Figlia di Iorio, prende il copione e recita tutte le parti, tutte le scene, tutte le figure, davanti allo sguardo allucinato di Matilde Serao, puntuale e quasi invadente osservatrice e testimone. Forse in quel momento la Duse, che recitando guariva dai danni della vita, provava a liberarsi e a vedere oltre la materia necessaria, odiata e amata, del teatro: le scene, i costumi, gli attori. Forse sognava di poter volare per un attimo, come altre arti tentavano, in uno spazio dove fosse possibile il teatro senza corpo e senza voce, libero dalla poesia inevitabile della sua continua distruzione nel qui e ora. Liberandosi della materia del teatro, forse immaginava di rinnovare il contatto con la vita, da lei sempre inseguito e fuggito.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ho attinto a lettere, scritti, testimonianze indirette che percorrono tutto l&#8217;arco della sua vita, ed il criterio di scelta \u00e8 stato assolutamente personale, pur nel tentativo di comprendere e rispettare. E inevitabilmente, tentando di essere medium di qualcosa che si \u00e8 molto amato, si parla di s\u00e9. Ho cercato di liberarmi da immagini indotte, stereotipi affascinanti, tentazioni estetiche e credo di avere trovato, nel coraggio e assoluta libert\u00e0 di lei, una forza preziosa nell&#8217;accantonare regole e convenzioni. Nel corso del tempo ho scoperto le molte facce di Eleonora, le sue molte et\u00e0 e le sue molteplici attitudini, da quella pi\u00f9 nascosta e misteriosa, che la rendeva una medium tra vivi e morti, a quella capocomicale e politica. Da tutte, fuse in un unico vortice di energia originale e rivoluzionaria, ho imparato che di nessuno si pu\u00f2 mai dire di aver colto l&#8217;essenza, essendo ogni vita un romanzo senza fine. Allo stesso tempo ho lavorato perch\u00e9 anche chi non la conosceva potesse attingere a qualcosa di lei. Attraverso Eleonora sono passate tante donne, nascoste in chiss\u00e0 quali pieghe della mia memoria.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">17 e 18 ottobre&nbsp;&#8211; Teatro Fontana &#8211; Milano<br>dal 7 al 10 gennaio &#8211; Teatro Mina Mezzadri &#8211; Brescia<br>13 marzo &#8211; Teatro Sociale &#8211; Villastrada (MN)<br>NON SENTIRE IL MALE<br>dedicato a Eleonora Duse<br>di e con Elena Bucci<br>disegno luci per il teatro Maurizio Viani<br>disegno luci in altri spazi Loredana Oddone\/Max Mugnai<br>cura del suono Raffaele Bassetti\/Franco Naddei<br>nella versione concerto le musiche sono composte ed eseguite dal vivo da Andrea Agostini<br>assistenza al progetto Nicoletta Fabbri e Gaetano Colella<br>produzione Le belle bandiere<br>con il sostegno di Regione Emilia-Romagna e Comune di Russi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Elena Bucci, tra le protagoniste pi\u00f9 autorevoli del teatro contemporaneo italiano, porta in scena con Le Belle Bandiere &#8220;Non sentire il male&#8221;, creazione di cui \u00e8 autrice e interprete, dedicata a Eleonora Duse. 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