{"id":34210,"date":"2025-09-16T06:30:00","date_gmt":"2025-09-16T04:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.redazionecultura.it\/altermedia\/?post_type=mec-events&#038;p=34210"},"modified":"2025-09-16T19:06:04","modified_gmt":"2025-09-16T17:06:04","slug":"dreaming-club-the-dream-of-silence-performance-di-dabal-kim","status":"publish","type":"mec-events","link":"https:\/\/www.redazionecultura.it\/altermedia\/eventi\/dreaming-club-the-dream-of-silence-performance-di-dabal-kim\/","title":{"rendered":"Dreaming club \u2013 The dream of silence. Performance di Dabal Kim"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il MAO, in collaborazione con il Consolato Generale della Repubblica di Corea, presenta Dreaming Club \u2013 The Dream of Silence, un progetto sperimentale ideato dall&#8217;artista coreana Dabal Kim che fonde cinepoesia, performance dal vivo e suono d&#8217;avanguardia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ispirata alle tradizioni intangibili coreane, ai modelli identitari e al linguaggio della percezione invisibile, la serie visualizza il movimento interiore e il linguaggio sensoriale attraverso cinema, oggetti d&#8217;arte ispirati alla moda e performance fisiche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il progetto, a cura del Dreaming Club fondato dalla stessa Dabal Kim, \u00e8 sviluppato attraverso un linguaggio artistico multistrato, in collaborazione con il direttore artistico DongHun Sung, la sound artist Jina Hwang e la danzatrice Sunyoung Heo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Trascendendo i confini dell&#8217;avanguardia convenzionale, il Dreaming Club d\u00e0 vita a un innovativo palcoscenico teatrale che fonde tradizione e modernit\u00e0, trasformando il corpo stesso in un mezzo scultoreo che incarna un dialogo continuo tra passato e presente<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La performance unica di Dabal Kim trasformer\u00e0 il giardino del museo in uno spazio di contemplazione e movimento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Qui gli abiti cerimoniali dell&#8217;ultimo Impero coreano \u2013 l&#8217;hyeonui nero dell&#8217;imperatore e il wonsam femminile \u2013 saranno decostruiti e reinterpretati in chiave contemporanea. Attraverso costumi di scena che sfidano le convenzioni di genere, performer e danzatori si muoveranno come sculture viventi, creando un dialogo poetico tra passato e presente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La performance sar\u00e0 accompagnata da una composizione musicale originale che fonde il suono del geomungo \u2013 l&#8217;antica cetra coreana a sei corde \u2013 con paesaggi sonori elettronici contemporanei.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ispirandosi al mito greco di Ermafrodito, l&#8217;opera propone un&#8217;idea di identit\u00e0 che trascende le norme binarie, invitando il pubblico a immaginare nuove forme di esistenza fondate sulla molteplicit\u00e0, anzich\u00e9 sulla divisione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dal 10 al 20 settembre, nella sala polifunzionale del museo, sar\u00e0 inoltre proiettato A Thousand Dreaming Plateaus, cinepoema senza dialoghi diretto da Dabal Kim che attraversa tre luoghi simbolici della Corea del Sud: dall&#8217;antico altare imperiale di Hwangudan a un&#8217;isola immaginaria dove acqua e terra si fondono. Privo di una narrazione lineare, il film si configura come uno scavo poetico del tempo, sulle tracce di riti dimenticati e paesaggi in continua trasformazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Attraverso performance scultoree e gesti rituali, l&#8217;opera esplora le intersezioni fluide tra memoria, corpo e territorio, trasportando lo spettatore in un regno ipnotico e sensoriale. Ispirato al concetto filosofico di Mille piani di Gilles Deleuze e F\u00e9lix Guattari, A Thousand Dreaming Plateaus esplora un mondo stratificato e organico, in cui coesistono &#8220;piani&#8221; indipendenti ma interconnessi. Il titolo stesso evoca una molteplicit\u00e0 di significati stratificati: &#8220;mille&#8221; indica infinite variazioni, &#8220;sognare&#8221; \u00e8 un viaggio tra memoria e realt\u00e0, mentre &#8220;altopiani&#8221; allude a paesaggi contemplativi in cui storia e natura si riscrivono costantemente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Artista multidisciplinare, Dabal Kim si \u00e8 formata al Pratt Institute di New York. La sua pratica, che spazia dalla pittura al cinema sperimentale, dalla performance alla scultura, \u00e8 stata presentata in oltre 21 mostre personali e 70 collettive internazionali. Le sue opere sono state selezionate da importanti festival e piattaforme mediatiche, tra cui il WideScreen Film &amp; Music Video Festival di Toronto e il Seoul International Alternative Film Festival.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il MAO, in collaborazione con il Consolato Generale della Repubblica di Corea, presenta Dreaming Club \u2013 The Dream of Silence, un progetto sperimentale ideato dall&#8217;artista coreana Dabal Kim che fonde cinepoesia, performance dal vivo e suono d&#8217;avanguardia. 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