{"id":27564,"date":"2023-11-07T07:05:00","date_gmt":"2023-11-07T06:05:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.redazionecultura.it\/altermedia\/?post_type=mec-events&#038;p=27564"},"modified":"2023-11-07T17:04:59","modified_gmt":"2023-11-07T16:04:59","slug":"letture-da-antologia-di-spoon-river-di-edgar-lee-masters","status":"publish","type":"mec-events","link":"https:\/\/www.redazionecultura.it\/altermedia\/eventi\/letture-da-antologia-di-spoon-river-di-edgar-lee-masters\/","title":{"rendered":"Letture da antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8220;Letture da antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters&#8221; \u00e8 un percorso che si snoda svelando i legami intrinseci e le assonanze pi\u00f9 o meno celate tra alcune selezionate poesie dell&#8217;Antologia e le opere di Federica Gonnelli presenti in mostra.<br>In particolare la videoinstallazione e l&#8217;installazione intitolate &#8220;Louise &amp; Herbert&#8221;, le cui due omonime poesie tratte dall&#8217;Antologia sono matrice assoluta, unitamente al vissuto familiare dell&#8217;artista stessa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nelle opere di Federica Gonnelli, come nelle poesie di Masters, si susseguono volti, come specchi nei quali \u00e8 impossibile non riconoscersi e immedesimarsi.<br>Volti come epitaffi, leggere lapidi, sguardi congelati nel tempo che ci osservano e attraverso i loro occhi, guardandoci negli occhi, ci comunicano le loro verit\u00e0.<br>In un itinerario di &#8220;visita&#8221; nel senso pi\u00f9 puro di recarsi in un luogo o in una localit\u00e0, in una citt\u00e0 o in un edificio &#8211; in questo caso da Spazio Zero &#8211; di opera in opera, di simulacro in simulacro sacro, come atto di culto e di devozione, o a scopo di piacere e conoscenza. Un viaggio in cui si susseguono varie tappe, contraddistinte dall&#8217;avvicinamento materiale e concettuale alle opere dell&#8217;artista scandite da un suono breve e intenso, dal suono e dal senso affascinante delle parole poeticamente prima scritte e ora pronunciate in inglese e in italiano, e dai suoni dall&#8217;estensione pi\u00f9 acuta, soprana, del violino.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A condurre e illuminare gli astanti in questo viaggio, alternando le letture nelle due lingue, saranno Francesca Del Moro e Adriana Maria Soldini, per mano a Federica Gonnelli come tre novelle Parche, o Moire greche. Tre divinit\u00e0 determinate a presiedere il destino dell&#8217;uomo, narrato attraverso l&#8217;arte, dalla nascita alla morte, accompagnate dagli intermezzi musicali di Valentino Cappellini Vienni, violinista e compositore, liberamente ispirati all&#8217;universo sonoro proposto da Fabrizio De Andr\u00e9 nell&#8217;album &#8220;Non al denaro non all&#8217;amore n\u00e9 al cielo&#8221; del 1971.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I testi delle letture sono tratti da Edgar Lee Masters, &#8220;Antologia di Spoon River&#8221;, a cura di Fernanda Pivano, con tre scritti di Cesare Pavese, testo inglese a fronte, Giulio Einaudi Editore, Einaudi Tascabili. Letteratura, Torino 1993.<br>A 80 anni dalla traduzione di Fernanda Pivano del 1943, Francesca Del Moro propone una inedita traduzione delle poesie scelte, intrisa dei suoni e dei sensi pi\u00f9 contemporanei, che di diritto spettano all&#8217;opera.<br>Francesca Del Moro, poetessa e traduttrice, Adriana Maria Soldini, scrittrice, narratrice d&#8217;arte e curatrice, con Federica Gonnelli, formano dal 2007 il collettivo artistico &#8220;Arts Factory&#8221;.<br>La videoinstallazione &#8220;Louise &amp; Herbert&#8221; \u00e8 stata realizzata per la collettiva, &#8220;Look at me!&#8221;, presso la Pinacoteca Comunale d&#8217;Arte Contemporanea di Gaeta, nel 2013, a cura di Adriana Maria Soldini, un progetto espositivo fortemente voluto da &#8220;Arts Factory&#8221; che aveva tra le fonti di ispirazione proprio l&#8217;Antologia. &#8220;Louise &amp; Herbert&#8221; \u00e8 un&#8217;installazione estremamente effimera e precaria come le vite dei protagonisti dell&#8217;Antologia, vite che Federica Gonnelli ha imparato a conoscere attraverso le canzoni dell&#8217;album di De Andr\u00e9, prima ancora di imparare a leggere, prima ancora di poter apprezzare completamente l&#8217;Antologia.<br>Come De Andr\u00e8, che ha tradotto nel suo linguaggio musicale l&#8217;Antologia, anche l&#8217;artista ha desiderato per molto tempo poterlo fare nel suo linguaggio visuale e infine questa possibilit\u00e0 \u00e8 arrivata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi a dieci anni di distanza dalla realizzazione dell&#8217;opera il legame di dell&#8217;artista con l&#8217;Antologia non si \u00e8 esaurito, ma continua a svilupparsi e a crescere.<br>Nell&#8217;Antologia, Masters ha fatto dell&#8217;ardore, di ciascuna delle centinaia di anime sepolte sulla collina, il suo ardore, parlandoci attraverso la bocca di ognuna. Masters strappa a tutte le anime una confessione, una risposta definitiva, non per ricavarne un documento scientifico o sociale, ma per sete di verit\u00e0.<br>Ciascun protagonista racconta con sue parole: la sua situazione, i suoi ricordi, i suoi luoghi, tutto ci\u00f2 che \u00e8 suo. I protagonisti delle poesie appaiono cos\u00ec palpitanti, sinceri nelle loro confessioni, vivi per assurdo, nella loro diafana entit\u00e0 di trapassati, di pure parvenze, estremamente attuali, a pi\u00f9 di un secolo di distanza dalla sua pubblicazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Attingendo dal testo critico di Laura Monaldi: &#8220;L&#8217;identit\u00e0 come intreccio \u00e8 alla base della poetica di Federica Gonnelli, in quanto concatenazione di valori, sogni e ideali che vestono l&#8217;Io, come l&#8217;organza veste la tela. &#8220;Louise &amp; Herbert&#8221;, preso a prestito dall'&#8221;Antologia di Spoon River&#8221; di Edgar Lee Masters, racconta questo intreccio nell&#8217;immagine tridimensionale dell&#8217;alcova e nel sentimento nostalgico della memoria che materializza quel che resta. L&#8217;installazione rappresenta il luogo di incontro-confronto-scontro-riflesso d&#8217;identit\u00e0 e volti in un costante mutamento e in un&#8217;incessante sovrapposizione l&#8217;uno nell&#8217;altra e viceversa.<br>Chiunque pu\u00f2 essere Herbert; chiunque pu\u00f2 essere Louise; chiunque pu\u00f2 essere entrambi nella fluidit\u00e0 dello spazio sociale e della costruzione intima dell&#8217;identit\u00e0. Nell&#8217;installazione chiunque pu\u00f2 riflettersi o riflettere sul mutamento, cogliendone il frammento: la scheggia del caleidoscopio che illumina un istante e riporta la memoria al grado zero del tempo della coscienza per una nuova consapevolezza.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019evento \u00e8 realizzato all\u2019ambito della mostra &#8220;Vis-\u00e0-vis identit\u00e0 e mutamenti&#8221; che presenta le opere di Federica Gonnelli, Sara Lovari, Elisa Zadi a cura di Laura Monaldi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Letture da antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters&#8221; \u00e8 un percorso che si snoda svelando i legami intrinseci e le assonanze pi\u00f9 o meno celate tra alcune selezionate poesie dell&#8217;Antologia e le opere di Federica Gonnelli presenti in mostra.In particolare la videoinstallazione e l&#8217;installazione intitolate &#8220;Louise &amp; Herbert&#8221;, le cui due omonime poesie [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":27565,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","tags":[23171,4499,7240,23170,8961],"mec_category":[10163],"class_list":["post-27564","mec-events","type-mec-events","status-publish","has-post-thumbnail","tag-casalguidi","tag-installazione","tag-pistoia","tag-spazio-zero","tag-video","mec_category-eventi","czr-hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.redazionecultura.it\/altermedia\/wp-json\/wp\/v2\/mec-events\/27564","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.redazionecultura.it\/altermedia\/wp-json\/wp\/v2\/mec-events"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.redazionecultura.it\/altermedia\/wp-json\/wp\/v2\/types\/mec-events"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.redazionecultura.it\/altermedia\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.redazionecultura.it\/altermedia\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=27564"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.redazionecultura.it\/altermedia\/wp-json\/wp\/v2\/media\/27565"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.redazionecultura.it\/altermedia\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=27564"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.redazionecultura.it\/altermedia\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=27564"},{"taxonomy":"mec_category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.redazionecultura.it\/altermedia\/wp-json\/wp\/v2\/mec_category?post=27564"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}