Suonare uno strumento può proteggere dall'invecchiamento cognitivo

Suonare uno strumento può proteggere dall’invecchiamento cognitivo

Secondo uno studio pubblicato il 15 luglio sulla rivista open access PLOS Biology da Claude Alain della Baycrest Academy for Research and Education, Canada, e Yi Du della Chinese Academy of Sciences, l’allenamento musicale a lungo termine potrebbe attenuare il declino della percezione del linguaggio legato all’età, migliorando la riserva cognitiva.

L’invecchiamento normale è tipicamente associato a un declino delle funzioni sensoriali e cognitive. Questi cambiamenti nella percezione e nella cognizione legati all’età sono spesso accompagnati da un aumento dell’attività neurale e della connettività funzionale – la dipendenza statistica dell’attività tra diverse regioni cerebrali – in reti neurali ampiamente distribuite. Si ritiene che il reclutamento dell’attività neurale e il rafforzamento della connettività funzionale riflettano una strategia compensatoria impiegata dagli anziani per mantenere prestazioni cognitive ottimali.

Scelte di vita positive, come l’educazione musicale, livelli di istruzione più elevati e il bilinguismo, contribuiscono alla riserva cognitiva e cerebrale, che rappresenta l’accumulo di risorse cognitive e neurali prima dell’insorgenza dei cambiamenti cerebrali legati all’età. La teoria della riserva cognitiva suggerisce che questa riserva accumulata attraverso l’esperienza e l’allenamento può contribuire a mitigare l’impatto del declino cerebrale legato all’età, portando a prestazioni cognitive migliori del previsto. Tuttavia, il modo in cui le riserve cumulative influenzate da fattori di stile di vita positivi influenzino l’attività neurale nelle popolazioni anziane rimane controverso.

Per indagare questo quesito, i ricercatori hanno utilizzato la risonanza magnetica funzionale (fMRI) per misurare l’attività cerebrale di 25 musicisti anziani, 25 non musicisti anziani e 24 giovani non musicisti, a cui è stato chiesto di identificare sillabe mascherate da suoni rumorosi. I ricercatori hanno concentrato la loro analisi sulle risposte neurali all’interno del flusso uditivo dorsale, che include aree uditive, parietali inferiori, fronto-motorie dorsali e fronto-motorie, supportando la mappatura suono-azione e l’integrazione sensomotoria durante l’elaborazione del parlato.

Come previsto, i risultati hanno rivelato una riduzione del declino correlato all’età nelle prestazioni di parlato in ambienti rumorosi tra i musicisti più anziani rispetto ai non musicisti più anziani. Durante la percezione del parlato in ambienti rumorosi, i non musicisti più anziani hanno mostrato il tipico aumento compensatorio correlato all’età nella connettività funzionale nei flussi uditivi dorsali bilateralmente (ovvero, in entrambi gli emisferi cerebrali). Al contrario, i musicisti più anziani hanno mostrato un pattern di connettività nei flussi uditivi dorsali bilateralmente simile a quello dei giovani non musicisti, con un’intensità di connettività nel flusso dorsale destro correlata alla percezione del parlato in ambienti rumorosi. Inoltre, i musicisti più anziani hanno mostrato un pattern spaziale di connettività funzionale più simile a quello dei giovani durante il compito, mentre i non musicisti più anziani hanno mostrato costantemente un pattern spaziale che si discostava da quello dei giovani non musicisti.

Nel complesso, questi risultati supportano l’ipotesi della “Hold-Back Upregulation”, secondo cui la riserva cognitiva derivante dall’allenamento musicale promuove un modello di connettività funzionale più giovanile, con conseguenti risultati comportamentali superiori. Oltre a compensare il declino legato all’età, la riserva cognitiva potrebbe agire preservando l’integrità e l’architettura funzionale delle reti neurali, mitigando così gli effetti negativi dell’invecchiamento sulle prestazioni cognitive. Tuttavia, a causa del disegno dello studio, non è stato possibile determinare relazioni di causa-effetto tra l’allenamento musicale e la performance nel compito di percezione.

Secondo gli autori, studi futuri dovrebbero testare ulteriormente l’ipotesi della “Hold-Back Upregulation” utilizzando diversi compiti cognitivi, come quelli di memoria e attenzione, e indagare altre fonti di riserva, come l’esercizio fisico e il bilinguismo. Infine, questi risultati potrebbero orientare interventi volti a preservare le funzioni cognitive e a migliorare i risultati comunicativi nelle popolazioni anziane.

Il dott. Lei Zhang aggiunge: “Uno stile di vita positivo aiuta gli anziani ad affrontare meglio l’invecchiamento cognitivo e non è mai troppo tardi per iniziare e perseverare in un hobby gratificante come imparare a suonare uno strumento”.

Il Dott. Yi Du aggiunge: “Proprio come uno strumento ben accordato non ha bisogno di essere suonato più forte per essere udito, il cervello dei musicisti più anziani rimane perfettamente accordato grazie ad anni di allenamento. Il nostro studio dimostra che questa esperienza musicale rafforza la riserva cognitiva, aiutando il cervello a evitare il solito sovraffaticamento legato all’età, tipico di chi cerca di comprendere un discorso in luoghi rumorosi”.

Accedi al documento disponibile gratuitamente in PLOS Biology

Contatto: Lei Zhang, lzhang@research.baycrest.org

Citazione: Zhang L, Ross B, Du Y, Alain C (2025) L’allenamento musicale a lungo termine può proteggere dalla sovraregolazione dell’attività neurale legata all’età nella percezione del parlato nel rumore. PLoS Biol 23(7): e3003247. https://doi.org/10.1371/ journal.pbio.3003247

Paesi dell’autore : Cina, Canada

Finanziamento: Questo lavoro è stato finanziato da STI 2030—Major Project (2021ZD0201500, https://service.most.gov.cn/) per YD, dal Natural Sciences and Engineering Research Council (RGPIN-2021-02721, https://www.nserc-crsng.gc.ca/ index-eng.asp) per CA, e dal Canadian Institute for Health Research (PJT 183614, https://cihr-irsc.gc.ca/e/193.html) per CA. I finanziatori non hanno avuto alcun ruolo nella progettazione dello studio, nella raccolta e analisi dei dati, nella decisione di pubblicare o nella preparazione del manoscritto.

Conflitti di interesse: gli autori hanno dichiarato che non sussistono conflitti di interesse.

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Una violinista anziana è in piedi, in silhouette, mentre la sua giovane autrice suona all’interno, a simboleggiare come un allenamento musicale duraturo preservi le funzioni cerebrali tipiche della giovinezza. Proprio come le melodie trascendono il tempo, suonare musica frena la sovraregolazione neurale legata all’età, favorendo una migliore percezione del linguaggio nei musicisti più anziani.
Credito immagine: Mohan Yuan (CC-BY 4.0, https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/ )