L’uso di emoji nei messaggi di testo migliora la reattività percepita e quindi aumenta la vicinanza e la soddisfazione della relazione, secondo uno studio pubblicato il 2 luglio 2025 sulla rivista open access PLOS One da Eun Huh dell’Università del Texas ad Austin, Stati Uniti
La messaggistica testuale è uno degli utilizzi principali degli smartphone, con un’adozione pressoché universale in tutte le fasce d’età. Anche l’uso e la varietà di emoji in tali messaggi sono aumentati vertiginosamente, in particolare tra i giovani adulti. Definiti come rappresentazioni digitali di emozioni e idee, gli emoji arricchiscono la comunicazione testuale trasmettendo sfumature emotive e aumentando l’espressività. Sebbene gli emoji siano diffusi nella messaggistica e sui social media, il loro potenziale come strumento per promuovere la connessione interpersonale rimane inesplorato.
Per colmare questa lacuna conoscitiva, Huh ha studiato come gli emoji influenzano la percezione delle relazioni in un’epoca dominata dalle interazioni online. I partecipanti includevano 260 adulti di età compresa tra 23 e 67 anni. Sono stati assegnati in modo casuale alla lettura di 15 messaggi di testo, il cui contenuto variava solo per la presenza o l’assenza di emoji nel testo. È stato chiesto loro di immaginarsi come il mittente di ogni messaggio e di concentrarsi sulle risposte del partner.
I partecipanti hanno valutato i partner che utilizzavano emoji come più reattivi rispetto ai partner che comunicavano solo tramite testo. Questa percezione di reattività del partner attraverso l’uso di emoji era positivamente associata alla vicinanza e alla soddisfazione relazionale. Sorprendentemente, non sono state rilevate differenze significative tra emoji facciali e non facciali, il che suggerisce che il tipo di emoji potrebbe essere meno critico di quanto si pensasse in precedenza. Piuttosto, potrebbe essere la presenza di emoji a determinare la percezione di una maggiore reattività del partner e di relazioni migliori.
Il disegno dello studio si è concentrato su un solo partner in una relazione intrinsecamente bidirezionale. Inoltre, sebbene gli scenari immaginati possano suscitare risposte significative, non catturano appieno le dinamiche, la profondità emotiva o le sfumature degli scambi in tempo reale. Lo studio potrebbe quindi non cogliere appieno le sfumature della comunicazione tra amici intimi nella vita reale.
Nonostante queste avvertenze, il disegno sperimentale di questa ricerca contribuisce a isolare gli effetti dell’uso degli emoji sulle dinamiche di amicizia, andando oltre gli approcci correlazionali che dominano gran parte della letteratura esistente. Evidenziando il ruolo di mediazione della reattività percepita, il presente studio offre una teoria sul perché gli emoji siano importanti nei contesti relazionali: possono fungere non solo da dispositivi espressivi, ma anche da segnali di attenzione e coinvolgimento emotivo.
L’autore aggiunge: “Lo studio ha rivelato che gli emoji possono aumentare la soddisfazione relazionale segnalando attenzione emotiva. È interessante notare che non è il tipo di emoji, ma semplicemente la loro presenza, a far sentire le persone più vicine al proprio partner”.
Accedi all’articolo disponibile gratuitamente su PLOS One
Contatto: Sally Huh, sallyhuh@utexas.edu
Citazione: Huh E (2025) L’impatto degli emoji sulla reattività percepita e sulla soddisfazione relazionale nella messaggistica di testo. PLoS One 20(7): e0326189. https://doi.org/10.1371/ journal.pone.0326189
Paesi dell’autore: Stati Uniti
Finanziamento: l’autore/gli autori non hanno ricevuto alcun finanziamento specifico per questo lavoro.
Conflitti di interesse: gli autori hanno dichiarato che non sussistono conflitti di interesse.
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Emojis (di Spaynton, Wikimedia Commons) (part.)