Secondo uno studio pubblicato il 20 maggio sulla rivista open access PLOS Biology da Bo Liu della Beijing Normal University, Cina, e colleghi, la nostra capacità di immagazzinare informazioni sugli oggetti familiari dipende dalla connessione tra le regioni del cervello preposte all’elaborazione visiva e linguistica.
Vedere un oggetto e conoscere informazioni visive su di esso, come il suo colore abituale, attivano le stesse aree del cervello. Vedere una banana gialla, ad esempio, e sapere che l’oggetto rappresentato dalla parola “banana” è solitamente giallo, attivano entrambe la corteccia occipitotemporale ventrale (VOTC). Tuttavia, ci sono prove che anche le aree del cervello coinvolte nel linguaggio, come il lobo temporale anteriore dorsale (ATL), siano coinvolte in questo processo: i pazienti affetti da demenza con danno all’ATL, ad esempio, hanno difficoltà a riconoscere il colore degli oggetti, nonostante abbiano aree di elaborazione visiva relativamente normali. Per capire se la comunicazione tra i sistemi cerebrali del linguaggio e di associazione sensoriale sia necessaria per rappresentare le informazioni sugli oggetti, gli autori hanno testato se il danno indotto da ictus alle vie neurali che collegano questi due sistemi influisse sulla capacità dei pazienti di associare gli oggetti al loro colore abituale. Hanno confrontato il comportamento di identificazione del colore in 33 pazienti con ictus con quello di 35 controlli demograficamente abbinati, utilizzando la risonanza magnetica funzionale (fMRI) per registrare l’attività cerebrale e l’imaging in diffusione per mappare le connessioni della sostanza bianca tra le regioni del linguaggio e la VOTC.
I ricercatori hanno scoperto che connessioni più forti tra le regioni del linguaggio e dell’elaborazione visiva erano correlate a rappresentazioni più intense del colore degli oggetti nella VOTC e supportavano prestazioni migliori nei compiti di conoscenza del colore degli oggetti. Questi effetti non potevano essere spiegati da variazioni nelle lesioni da ictus dei pazienti, da processi cognitivi correlati (come il semplice riconoscimento di una macchia di colore) o da problemi nelle fasi iniziali dell’elaborazione visiva. Gli autori suggeriscono che questi risultati evidenzino la sofisticata connessione tra visione e linguaggio nel cervello umano.
Gli autori aggiungono: “I nostri risultati rivelano che la capacità del cervello di immagazzinare e recuperare la conoscenza percettiva degli oggetti – come il colore di una banana – si basa su connessioni cruciali tra il sistema visivo e quello linguistico. Un danno a queste connessioni compromette sia l’attività cerebrale che il comportamento, dimostrando che il linguaggio non serve solo a comunicare, ma plasma fondamentalmente il modo in cui le esperienze sensoriali vengono strutturate neuralmente in conoscenza”.
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Contatto: Yanchao Bi, ybi@pku.edu.cn
Citazione: Liu B, Wang X, Wang X, Li Y, Han Y, Lu J, et al. (2025) La rappresentazione della conoscenza degli oggetti nella corteccia visiva umana richiede una connessione con il sistema linguistico. PLoS Biol 23(5): e3003161. https://doi.org/10.1371/ journal.pbio.3003161
Paesi dell’autore : Cina
Finanziamento: Questo lavoro è stato supportato dal progetto STI2030-Major (https://en.most.gov.cn/, 2021ZD0204100 (2021ZD0204104) a YB), dalla National Natural Science Foundation of China (https://www.nsfc.gov.cn/english/site-1/index.html, 31925020 e 82021004 a YB, 32171052 a XSW, 32071050 a XYW) e dai Fundamental Research Funds for the Central Universities (http://en.moe.gov.cn/, a YB). I finanziatori non hanno avuto alcun ruolo nella progettazione dello studio, nella raccolta e analisi dei dati, nella decisione di pubblicare o nella preparazione del manoscritto.
Conflitti di interesse: gli autori hanno dichiarato che non sussistono conflitti di interesse.
Immagine in evidenza
Didascalia dell’immagine: una rappresentazione schematica dei principali risultati, adattata da una rappresentazione del cervello nello studio.
Crediti immagine: adattato da Liu B et al., 2025, PLOS Biology, CC-BY 4.0 ( https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/ ) (part.)