Giocarsi la vita. Storie di detenzione in Cina

Giocarsi la vita. Storie di detenzione in Cina

Niu Guozheng è nato e vissuto nella regione dello Henan, la più popolosa della Cina, ma per lungo tempo esclusa dallo sviluppo economico delle città costiere.
Per più di trent’anni, Niu Guozheng scelse di testimoniare realtà “impresentabili” del suo Paese, certo dell’importanza e del valore della memoria. Impiegato nella Pubblica Sicurezza a Pingdingshan, capoluogo di una zona mineraria molto attiva, entrò presto in contatto con alcune situazioni che il suo senso della giustizia riteneva inaccettabili.
Si dedicò quindi, con un profondo e raro senso di responsabilità storica, a registrare le vicende umane all’interno di alcune case mandamentali (in cinese shoushensuo), istituti, ormai dismessi, nei quali sono detenute le persone in attesa di giudizio per reati lievi, oppure condannate a pene fino a un anno.
Riteneva che il trattamento riservato ai detenuti non facesse onore al suo Paese e voleva darne testimonianza.

Giocarsi la vita. Storie di detenzione in Cina” di Niu Guozheng, a cura di Monica Dematté e edito da Officina Libraria, intende colmare una grande lacuna, configurandosi come la prima monografia in grado di documentare la vita all’interno delle case mandamentali cinesi. Grazie a Niu Guozheng, possiamo così conoscere alcuni aspetti della società cinese degli ultimi decenni altrimenti destinati a cadere nell’oblio.

L’attività di poliziotto di Niu Guozheng, munito di macchina fotografica, accettato o tollerato dai colleghi e dai detenuti, è durata quasi dieci anni. E deriva dalla convinzione che solo la conoscenza dei fatti possa portare alla soluzione dei problemi. Scegliere questa posizione equivale, però, a rinunciare alla visibilità, in un Paese in cui le notizie che non abbiano un lieto fine non vengono rese pubbliche. Infatti, la serie sulle case mandamentali a tutt’oggi non è mai stata pubblicata in Cina ed è stata mostrata solo una volta, per breve tempo, all’Accademia di Belle Arti di Beijing (CAFA). La fine della sua attività di testimone nelle case mandamentali coincide con la chiusura delle stesse perché le loro condizioni sono state riconosciute ai margini della legalità.

Le immagini di Niu Guozheng, crude e sconvolgenti in alcuni casi, teneramente poetiche in altri, denotano un occhio che affianca, all’intento documentario, una qualità estetica molto accentuata che ci rimanda ai classici della fotografia. Il suo anacronismo, dovuto all’isolamento del suo Paese in quegli anni, ci fa meglio capire la realtà di un’epoca appena trascorsa che sembra ormai molto lontana.

“Giocarsi la vita. Storie di detenzione in Cina”
di Niu Guozheng e Monica Dematté
Copertina rigida: 192 pagine
Editore: Officina Libraria (7 novembre 2019)
Lingua: Inglese
ISBN-10: 883367049X
ISBN-13: 978-8833670492
Peso di spedizione: 789 g

Niu Guozheng, nato nel 1955 a Baofeng, nello Henan (R.P. Cinese), entra nel 1974 a far parte della Comune dei lavoratori “L’Est è rosso” in qualità di “giovane istruito”, coadiuvando il lavoro agricolo. Dal 1976 al 1980 si arruola nell’esercito ed è di stanza a Nanhai, quindi torna nello Henan. Viene quindi assegnato all’ufficio di Pubblica Sicurezza di Pingdingshan (Henan) dove resta fino al 2015, anno in cui va in pensione. Si dedica alla fotografia inizialmente per necessità di lavoro, in seguito per interesse e passione. Insieme alle foto presentate in questo libro, dedicate alla Casa mandamentale ha prodotto anche le serie Montagna di scarti di carbone e Piccole miniere.

Monica Dematté vive e lavora fra l’Italia e la Cina dal 1986, dedicandosi alla scoperta e al sostegno di artisti ancora poco noti, alla scrittura e alla curatela di numerose mostre. Ha lavorato come curatrice presso il Singapore Art Museum e la Shanghai Gallery of Art e collaborato con la Biennale di Venezia. Ha ideato per la rivista internazionale di fotografia “Private” tre numeri dedicati alla R.P. Cinese: Carne e Ossa, 1999, Earth, 2005 e True or Real?, 2011. Il suo libro Arte, una ricerca individuale – Percorrendo gli ultimi 20 anni dell’arte cinese (Hebei Arts Publishing House, 2008) è l’unico testo di un esperto straniero pubblicato in lingua cinese su questo soggetto. Dal 2014 è la direttrice artistica del Mo Art Space a Xinmi, Henan
moartspace.com

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