Urobòri: tre giornate di performance, incontri e laboratori

Urobòri: tre giornate di performance, incontri e laboratori

Fondazione Elpis ospita Urobòri, progetto a cura di In-ruins dedicato all’esplorazione dell’incontro tra arte contemporanea e archeologia, articolato in tre giornate dedicate a performance, incontri e laboratori da venerdì 20 a domenica 22 marzo 2026, nei nuovi spazi della Villa di Fondazione Elpis.

Urobòri nasce come estensione ideale di rasotèrra, tema della restituzione della residenza In-ruins 2025 a Canosa di Puglia, conclusa lo scorso ottobre in collaborazione con Fondazione Elpis. Rasotèrra esplorava la soglia tra ciò che affiora e ciò che resta nascosto: un territorio in cui il fondale marino di un tempo è diventato tetto, pavimento, ipogeo; un luogo dove le superfici sono instabili e il tempo si comprime tra discese e risalite. Muovendosi in questo paesaggio inclinato di cave, strade e cantieri, gli artisti hanno trasformato il loro sguardo in strumento di scavo, realizzando interventi site-specific e attraversamenti narrativi, filmici e sonori.

Da questa condizione emerge l’immagine dell’urobòro: il serpente che si morde la coda, figura cosmica e tellurica che contiene insieme ciò che ritorna, ciò che sopravvive e ciò che si trasforma. Nell’urobòro convivono tempo antico e futuro imminente, materia organica e traccia simbolica. Il plurale – Urobòri – suggerisce una moltiplicazione di questa figura, che si incrina e si sdoppia, aprendo la contemporaneità a sovrapposizioni, frizioni e ritorni. Nel loro insieme, i diversi contributi del programma delineano un campo di indagine comune, dove arte contemporanea e archeologia entrano in relazione mettendo in tensione i propri metodi e genealogie. Urobòri si configura così come un dispositivo temporaneo di ricerca e condivisione, in cui l’esperienza della residenza diventa il punto di partenza per tracciare i contorni del campo interdisciplinare che In-ruins stessa, attraverso sette edizioni, ha contribuito a interrogare e immaginare.

IL PROGRAMMA
La prima giornata si apre venerdì 20 marzo, dalle ore 18:30 alle ore 20:30, con la presentazione di In-ruins e un approfondimento sulle attività realizzate durante le edizioni 2024 e 2025 della residenza tra Calabria e Puglia. Attraverso proiezioni e ascolti condivisi, il pubblico è invitato a entrare nel vivo delle ricerche sviluppate insieme ai residenti. Intervengono: Nabil Aniss, con la lecture performance Excavation of Betrayal, Benedetta Fioravanti, con lo short film L’Azzeruolo e Giuseppe Di Liberto, con l’opera sonora Finché il fuoco non uscirà dal mio petto, finché il fumo non sarà disperso dal vento. È inoltre prevista una conversazione tra Savannah Sather Marquardt (PhD Yale University / residente 2024) e Steffi Stouri (curatrice / residente 2025), come momento di confronto tra pratiche e prospettive di ricerca. La giornata si conclude con il live sound Promenade – Reverse di Ramona Ponzini (20.00–20.30), un lavoro costruito per stratificazione di registrazioni e voce dal vivo che mette in relazione memoria sonora, spazio e presenza. Il progetto è un adattamento dell’opera digitale e installativa realizzata per il Castello di Rivoli nel 2023, in dialogo con Yurupari – Rheinsberg Room (1984) di Lothar Baumgarten. Nella versione live, le registrazioni originali si intrecciano alla lettura dal vivo dei testi dei cartigli che compongono Yurupari, a partire dalle trascrizioni del 1984 conservate presso il Centro di Ricerca del museo.
L’incontro è moderato da Nicola Guastamacchia e Nicola Nitido.

La seconda giornata di sabato 21 marzo è dedicata all’approfondimento del dialogo tra arte contemporanea e archeologia, attraverso una serie di contributi teorici provenienti da ambiti differenti. Dalle 17:00 alle 19:00 si susseguono interventi di 20 minuti ciascuno, che affrontano temi quali l’archeologia del contemporaneo, la figura dell’artista come archeologo, il ruolo del museo e la questione della copia, a partire da ricerche, pubblicazioni e casi studio recenti. Intervengono: Nastassja Simensky, artista e coordinatrice dell’Archaeology-Heritage-Art Research Network (AHA) presso University College London, con Il Network AHA di UCL, a partire dalle attività sviluppate da AHA (partner di In-ruins dal 2023); Giuliano De Felice, professore di Archeologia digitale e Archeologia dell’età moderna e contemporanea presso l’Università degli Studi di Bari, con Oggetti smarriti. Archeologia del contemporaneo tra reperti, luoghi e paesaggi, a partire dai volumi Archeologie del contemporaneo (Carocci, 2023) e L’archeologia del contemporaneo in 10 oggetti (Laterza, 2024); Massimo Maiorino, professore di Museologia presso l’Università degli Studi di Salerno e collaboratore della Fondazione, con Vitali anacronismi. Intersezioni tra archeologia e arte contemporanea, a partire dal libro L’artista come archeologo (Arshake, 2020); Vincenzo Estremo, teorico dell’immagine e Course Leader del PhD in Artistic Practice NABA, con Templi, copie e cose di ideologia massimalista, una riflessione sulla “copia” archeologica nel contemporaneo a partire dal tempio-ristorante di Savaris a Teverola.
Conclude la giornata, la performance L’assente di Miranda Secondari (19.30–20.00), in cui viene introdotta una riflessione corporea sul tempo, la latenza e la soglia tra presenza e ambiente. La performance si sviluppa come una sequenza lenta e rigorosa, attraversata da brevi scarti che interrompono e incrinano la sospensione.

Le giornate di sabato 21 e domenica 22 ospitano due sessioni di laboratorio di scrittura profetica, articolate su due turni (10.00–13.00; 14.00–17.00), condotte da Bartolomeo Cafarella, libraio e scrittore, a cura di Esposizione Sud-Est (progetto di Donato Loforese e Patrizia Mastrapasqua). Per “scrittura profetica” si intende una postura corpo-mente che consente alla parola di emergere da stati meditativi, rituali e non lineari. Il laboratorio prevede meditazioni guidate, esercizi di scrittura, momenti di sospensione del linguaggio ordinario e un breve lavoro collettivo sul rapporto tra immaginazione, ascolto e temporalità. L’obiettivo è introdurre una dimensione esperienziale in dialogo con i talk e con le opere presentate.
Il laboratorio è su iscrizione (max 15 partecipanti). Per partecipare è necessario inviare una email all’indirizzo esposizionesudest@gmail.com.

Immagine in evidenza
Fondazione Elpis Marzo 2024 © Carlotta Magrelli (part.)

The event is finished.

Data

20 - 22 Mar 2026
Expired!

Luogo

MILANO - FONDAZIONE ELPIS
Via Orti, 25, 20122 Milano
Sito web
http://fondazioneelpis.org
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