“Sto diventando un uomo” con Sara Bertelà
A vent’anni dal debutto italiano, torna in scena – dal 5 al 25 marzo nella sala Café Rouge del Teatro Franco Parenti – un monologo ironico e spiazzante sul corpo e sull’identità, scritto dalla drammaturga britannica Claire Dowie, figura centrale della stand-up theatre e del teatro autobiografico contemporaneo inglese.
Sto diventando un uomo è uno dei suoi lavori più celebri: un testo visionario che, ispirandosi liberamente a La metamorfosi di Kafka, mette in scena il conflitto tra corpo, desiderio e aspettative sociali, smascherando con humour e intelligenza le rigidità culturali.
La prima versione italiana, diretta nel 2006 da Andrée Ruth Shammah, portò sulla scena – quando il dibattito pubblico era ancora lontano dall’intensità odierna – un testo allora pionieristico. La regia, asciutta e concentrata sull’attrice, trasformava il monologo in un’esposizione radicale: parola, corpo e sguardo diventavano il campo di battaglia di un conflitto insieme intimo e politico.
Oggi la ripresa è affidata a Benedetta Frigerio, già collaboratrice dell’allestimento originale, in un gesto di trasmissione che custodisce la memoria dello spettacolo e ne rinnova l’urgenza, mantenendone intatta la forza ironica e provocatoria.
Tutto comincia da una mano che non sembra più sua, da un piede che cresce durante la notte, da una voce che si fa cavernosa. Il corpo di Helen si modifica, si sposta, si ridefinisce pezzo dopo pezzo. La metamorfosi è concreta, fisica, imbarazzante. E insieme profondamente simbolica.Lo specchio diventa un nemico, il guardaroba un campo minato, il supermercato un tribunale sociale. Il suo modo di muoversi, di parlare, perfino di desiderare si trasforma. Lo sguardo degli altri la precede e la definisce. Tra incontri reali – l’amica Tina, la donna delle pulizie Sharon – e visioni surreali come i misteriosi bevitori di tè che abitano il suo soggiorno, Helen attraversa paura, eccitazione, repulsione, desiderio. È sospesa in una zona intermedia: né pienamente donna né uomo compiuto.
Se non sei una donna come desiderano gli altri, allora cosa sei? Se non rientri nelle categorie previste, devi per forza diventare altro?
Con una scrittura che alterna sarcasmo feroce, visioni surreali e momenti di vulnerabilità disarmante, il monologo attraversa paura, eccitazione, repulsione e desiderio.
STO DIVENTANDO UN UOMO
Sara Bertelà in
Sto diventando un uomo
di Claire Dowie
traduzione di Monica Capuani e Massimiliano Farau
da uno spettacolo del 2006 di Andrée Ruth Shammah
ripreso da Benedetta Frigerio
produzione Teatro Franco Parenti
In accordo con Arcadia & Ricono Ltd.
Per gentile concessione di Claire Dowie
Immagine in evidenza
Sara Bertelà in Sto diventando un uomo




