“A Visual Diary. A Journey into the 1980s New York Queer Art Scene” di Fabio Cherstich
Contenuti visivi e testuali, documenti d’archivio, materiali inediti e le biografie degli underground Patrick Angus, Larry Stanton e Darrel Ellis, scomparsi a causa dell’AIDS, convergono sul palco per ridare voce a esistenze straordinarie rimaste nell’ombra.
Il progetto nasce dai numerosi viaggi negli Stati Uniti del regista e scenografo di teatro e opera Fabio Cherstich, che ha raccolto in prima persona immagini e interviste per riportare alla luce i luoghi di riferimento queer di quegli anni, le paure legate alle prime morti di AIDS, i pensieri e le riflessioni di una comunità di artisti straordinari.
Il percorso scaturisce dall’urgenza personale di restituire memoria a vite rimaste nell’ombra.
Come tipico dell’impronta di Cherstich, la pièce mescola differenti linguaggi e si colloca a metà strada tra spettacolo, mostra e memoriale, ridando voce a esistenze troppo a lungo dimenticate.
“Sono convinto che ogni storia ne generi altre, in chi parla e in chi ascolta. Per questo spero che A Visual Diary sia l’inizio di un viaggio nuovo, o almeno di un nuovo modo di guardare non solo alla storia dell’arte, ma anche ai nostri affetti e alla nostra memoria. A questa danza fragile, magica e misteriosa che chiamiamo esistenza”.
Fabio Cherstich
A VISUAL DIARY
A Journey into the 1980s New York Queer Art Scene
scritto, diretto e interpretato da Fabio Cherstich
drammaturgia Anna Siccardi e Fabio Cherstich
video originali Francesco Sileo
assistente alla regia Diletta Ferruzzi
produzione Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale
commissionato da FOG Triennale Milano Performing Arts Festival
in collaborazione con Visual Aids NYC
si ringrazia La MaMa NYC
artista selezionato Prospero New cofinanziato dal programma Creative Europe dell’Unione Europea
durata 1h
Immagine in evidenza
foto di © lara Vannucci (part.)




