“Si fa per dire”: la prima officina della lingua italiana
Una rassegna innovativa, al MAST Auditorium di Bologna, che vuole esplorare la lingua italiana e le sue infinite declinazioni: quattro appuntamenti – dal 27 aprile al 25 maggio – che mettono a confronto il linguista Giuseppe Antonelli e un personaggio pubblico rappresentativo di ambiti diversi. “Si fa per dire” indaga le parole del cinema insieme a Filippo Nigro, della scienza con Amalia Ercoli Finzi, della letteratura con Chiara Valerio e quelle della giustizia con Gherardo Colombo. Al via le prenotazioni online
Riscoprire, usare e comprendere le parole significa comprendere il mondo: da questa consapevolezza nasce “Si fa per dire”, un’innovativa officina della lingua italiana curata dal linguista Giuseppe Antonelli – professore di Storia della lingua italiana all’Università di Pavia e “mago delle parole” in TV – e realizzata da Elastica.
La rassegna, presso il MAST Auditorium di Bologna, porta la riflessione linguistica fuori dalle aule universitarie per aprirla al grande pubblico: Antonelli dialoga con quattro protagonisti di ambiti diversi per esplorare come l’italiano si modelli tra scienza, cinema, letteratura e giustizia.
Quattro lunedì di primavera tra aprile e maggio in cui Giuseppe Antonelli punta i riflettori sulla lingua italiana, facendola brillare sotto angolazioni diverse. Accanto a lui l’attore Filippo Nigro (lunedì 27 aprile), Amalia Ercoli Finzi (lunedì 4 maggio), pioniera dell’ingegneria aerospaziale, Chiara Valerio (lunedì 11 maggio), autrice e editor di narrativa e Gherardo Colombo (lunedì 25 maggio), ex magistrato protagonista di alcune fra le più storiche inchieste giudiziarie del nostro paese.
“Si fa per dire vuole essere un invito a riflettere sul ruolo del linguaggio del nostro tempo, un tempo in cui le parole non solo descrivono la realtà, ma la costruiscono, la influenzano e la trasformano – spiega il linguista Giuseppe Antonelli, curatore della rassegna – Si fa per dire nel senso che ogni cosa che facciamo la facciamo anche con le parole. Ogni attività umana, infatti, ha sviluppato un suo linguaggio più o meno specifico. Si dice per fare. E tra il dire e il fare ci sono di mezzo – appunto – parole che meritano tutta la nostra attenzione”.
Il calendario degli incontri: quattro lunedì alle 18.30
Il ciclo si articola in quattro tappe presso il MAST Auditorium.
Lunedì 27 aprile apre la rassegna “L’italiano in scena”, con l’attore Filippo Nigro; un viaggio tra sceneggiatura, dialetti e la voce dell’attore tra cinema e teatro.
Lunedì 4 maggio si prosegue con “L’italiano dello spazio”: insieme ad Amalia Ercoli Finzi, “madre” della missione Rosetta si indaga il rapporto tra il lessico della fantascienza e le conquiste dell’astronautica.
Lunedì 11 maggio è la volta de “L’italiano del racconto”, con la scrittrice ed editor Chiara Valerio, per capire come nascono i dialoghi credibili e quanto pesi oggi il mercato editoriale.
Lunedì 25 maggio l’ex magistrato Gherardo Colombo riflette su “L’italiano della legge”: una riflessione sulla comprensibilità del diritto, ispirata al modello della Costituzione.
Il format: tra il dire e il fare
Ogni appuntamento, della durata di un’ora e trenta, è strutturato per offrire strumenti critici e curiosità: si comincia con una lectio di Giuseppe Antonelli (di circa 30 minuti) che inquadra il tema dal punto di vista culturale e linguistico; segue un dialogo con l’ospite (30 min.) per indagare il peso delle parole nella propria vita professionale e l’incontro si chiude poi con le domande (30 min.) per lasciare spazio al dibattito con il pubblico.
Informazioni e modalità di partecipazione:
L’ingresso è su prenotazione. È possibile registrarsi per i singoli incontri (al costo di 12 euro l’uno) o per l’intero ciclo (42 euro) online
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Giuseppe -Antonelli




