"La separazione di Parvati da Siva" con Kapila Venu

“La separazione di Parvati da Siva” con Kapila Venu

Kapila Venu, è una delle protagoniste più rigorose, poliedriche, e versatili dell’odierno revival del teatro classico indiano, che è riuscita a elaborare in modo assolutamente originale e con una grande sensibilità contemporanea, in cui si combinano armoniosi musica, danza e teatro.

Dopo diciotto anni, dalla sua prima presentazione italiana, al Roma Europa Festival 2008, Kapila Venu torna ora con una tournée che tocca le città di Roma, Venezia, Bergamo e Palermo. A Venezia Kapila Venu si esibirà il 20 maggio, alle ore 18:00, sull’Isola di San Giorgio Maggiore, per iniziativa dell’Istituto di Studi Musicali Comparati della Fondazione Giorgio Cini, in collaborazione con Sapienza Università di Roma.

In questa occasione l’artista indiana presenterà Parvativiraham (“La separazione di Parvati da Siva”), che trae origine nel dramma sanscrito L’incoronazione di Rama attribuito a Bhasa, vissuto tra il III e il IV secolo d.C.
L’azione del Parvativiraham inizia quando Rava?a, il re-demone dalle dieci teste e venti braccia, antagonista di Rama nel Ramaya?a, sradica furiosamente il Monte Kailasa, dimora sacra di Siva e della sua sposa Parvati. In quel momento è in corso una querelle amorosa tra le due divinità. Parvati, seduta sensualmente sulle ginocchia di Siva, vede sulla testa dello sposo Ga?ga, la dea del Gange. Gelosa, ferita e furiosa, decide di andarsene e tornare dal padre, il sovrano divino dell’Himalaya, finché il litigio si scioglie in una riconciliazione.

Kapila Venu porta in scena un assolo che ha segnato la fama del leggendario attore-sacerdote keralese Ammannur Madhava Cakyar (1917 – 2008), uno degli ultimi grandi interpreti di Ku?iya??am, il genere più antico e longevo di teatro classico indiano, riconosciuto dall’Unesco come “Capolavoro del patrimonio culturale immateriale dell’Umanità”.

Allieva diretta di Ammannur, in questo assolo Kapila Venu interpreta più personaggi, passando fluidamente dall’uno all’altro, utilizzando una tecnica drammatica tradizionale chiamata paka?nna??am (alternanza di ruoli). Si tratta di una vera e propria “drammaturgia d’attore” che si basa sulla trasmissione orale dei repertori, da maestro ad allievo, e sull’uso, come avveniva nella nostra Commedia dell’arte, di canovacci scritti dagli attori stessi. Tutti gli assoli sono creati seguendo i flash-back della vita passata dei personaggi e componendo storie parallele, interpolazioni, elaborazioni.

Kapila Venu racconta: «Ho imparato il Parvativiraham molto tempo fa, ma solo da poco ho iniziato a portarlo in scena. Poiché in passato veniva sempre interpretato dagli uomini, Parvati è stata rappresentata secondo una prospettiva maschile. Io interpreto il Parvativiraham in modo diverso. La mia rappresentazione non è caricaturale né satirica; al contrario, scelgo di esplorare la profondità emotiva di questo pezzo. Parlo di profondità perché non c’è soltanto la comicità come nella versione maschile. La mia Parvati è dubbiosa, ferita, e io mostro le sue emozioni contrastanti con sincerità. Tendo poi a rendere il personaggio maschile più vulnerabile, un po’ più emotivo».

Giovanni Giuriati, direttore dell’Istituto di Studi Musicali Comparati: «Fin dalla sua fondazione, l’Istituto ha riservato una grande attenzione alla musica, alla danza e al teatro indiano, diventando un punto di riferimento in Europa.
Per noi è di particolare interesse l’indagine su come tanti artisti contemporanei, provenienti da diversi continenti, attualizzino le forme tradizionali, innovando il proprio linguaggio teatrale e musicale. E, in questo, La separazione di Parvati da Siva costituisce un caso esemplare che si inserisce in una programmazione – curata da Vito Di Bernardi, docente alla Sapienza e membro del nostro Comitato Scientifico – che l’Istituto dedica da tempo a grandi protagonisti della danza contemporanea quali Carolyn Carlson, Shobana Jeyasingh, Sardono W. Kusumo.
Mi piace anche ricordare che avevamo già programmato lo spettacolo nel 2020 e che la pandemia ci aveva impedito di realizzare il progetto. Anche per questo sono davvero lieto che Kapila Venu possa quest’anno esibirsi a Venezia e far conoscere al nostro pubblico una forma in cui teatro, danza e musica si combinano in modi così armoniosi per sviluppare una drammaturgia intensa e piena di sfumature in una storia che viene dal passato, ma che è ancora capace di parlarci dell’oggi».

Ingresso libero fino a esaurimento posti.

Data
20 Mag 2026
Expired!
Ora
18:00
Luogo
VENEZIA - FONDAZIONE GIORGIO CINI
Isola di San Giorgio Maggiore, 30133 Venezia

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