Incontro: La vigna di Leonardo. Cronaca di una scoperta

Incontro: La vigna di Leonardo. Cronaca di una scoperta

Sabato 7 dicembre, alle ore 17, Container Lab Association invita a partecipare presso la Casa del Mantegna di Mantova all’incontro “La vigna di Leonardo. Cronaca di una scoperta”, tenuto dal professor Attilio Scienza all’insegna del binomio vino e cultura.
L’appuntamento rientra tra le iniziative collaterali della mostra “Similiter in pictura. Attorno a Leonardo“, proposta fino al 6 gennaio nell’ambito delle celebrazioni per i 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci.

Il prof. Scienza guiderà il pubblico nell’appassionante viaggio della restituzione dell’anima genetica alla Vigna leonardesca, tra storia e leggenda, erbari e curiosità scientifiche, dal Quattrocento ad oggi.
La lectio è preceduta dall’introduzione “Arte e vino, passione e investimento” a cura di Antonio Urbano, CEO di VintHedge, fondo di investimento a favore del settore enologico italiano; l’intervento è teso ad evidenziare i punti di contatto e le possibilità di investimento in due settori che rappresentano nel mondo due grandi eccellenze del made in Italy, il settore artistico-culturale e quello vitivinicolo.
Al discorso si riallaccia quindi il professor Attilio Scienza, massimo esperto a livello internazionale del DNA della vite, che illustrerà i sorprendenti risultati di un coraggioso progetto iniziato nel 2004 e culminato in occasione di Expo 2015, con la riapertura al pubblico della celebre Vigna di Leonardo presso la Casa degli Atellani, in Corso Magenta a Milano. La vigna è oggi visitabile per volontà della Fondazione Portaluppi e degli attuali proprietari di Casa Atellani, grazie agli studi dell’enologo Luca Maroni e al contributo decisivo dell’Università degli Studi di Milano nelle persone della genetista Serena Imazio e del professor Attilio Scienza.

La storia della vigna va dal XV secolo agli anni Quaranta del XX secolo, per poi essere dimenticata fino alle soglie del Duemila, e rappresenta una testimonianza importante attorno alla figura del grande genio toscano, sullo sfondo della Milano sforzesca in un intreccio tra arte e vino. Seguendo la vicenda del suo vigneto si delinea un Leonardo naturalista, attento ai cambiamenti climatici e alle loro ripercussioni sulla coltivazione; Leonardo da Vinci è appassionato di vini, ma è anche un accorto vignaiolo, fin da quando Ludovico il Moro sul finire del 1498 gli dona circa un ettaro di filari nella zona di Porta Vercellina, presso la dimora degli Atellani, dove l’artista era ospite mentre eseguiva uno dei suoi più celebri capolavori, l’Ultima Cena nel vicino refettorio della Chiesa di Santa Maria delle Grazie.
Della sua vigna – unico bene immobile citato nel testamento – pare addirittura fosse possibile trovare traccia anche nel Cenacolo, dove un grappolo d’uva con la sua caratteristica foglia compariva in un cesto di frutta posizionato di fronte ad un apostolo, dettaglio andato perduto a causa dei danni provocati dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Ad ogni modo, del medesimo grappolo con foglia troviamo tutt’oggi riscontro in un altro caposaldo della storia dell’arte, la Canestra di frutta del Caravaggio, che lo ritrae riconoscibilissimo tra mele, pere e fichi.
Le suggestioni dal mondo pittorico vanno quindi a supportare gli studi di laboratorio intrapresi dalla Facoltà di Scienze Agrarie e Alimentari dell’Università degli Studi di Milano, che recupera il materiale organico sopravvissuto, sotto circa un metro e mezzo di terra e sedimenti, dalla vigna originaria distrutta nel 1943, durante la guerra.
I test confermano che i reperti rinvenuti appartengono alla specie vitis vinifera, ossia la comune vite da vino europea; da qui viene ricostruito il profilo genetico completo del vitigno, sottoponendo i campioni di DNA, purificati e aumentati nella loro concentrazione con la Whole Genome Amplification, a diverse sofisticate analisi, dal barcoding ai marcatori molecolari microsatellite, per concludere che il vitigno leonardesco appartiene a un gruppo delle Malvasie, molto in voga all’epoca: la Malvasia di Candia Aromatica, proveniente dal paese di Candia Lomellina, vicino a Pavia.

L’evento è, inoltre, occasione per ammirare gli ottanta lavori pittorici di Luca Bonfanti, Enzo Rizzo e Togo, ispirati alla produzione artistica e alle scoperte scientifiche di Leonardo da Vinci, per la mostra “Similiter in pictura. Attorno a Leonardo“, curata da Matteo Galbiati, Alberto Moioli ed Elena Pontiggia, i cui testi critici sono presenti nel catalogo dell’esposizione edito da Scripta Maneant.
Completano il percorso espositivo trenta riproduzioni di macchine vinciane realizzate da Giorgio Mascheroni, affiancate ad installazioni video e touch screen che integrano l’osservazione con contenuti didattici, a cui contribuisce anche un’utile applicazione smartphone interattiva.
La rassegna, arricchita da numerosi eventi collaterali, visite guidate e laboratori per le scuole, è promossa dalla Provincia di Mantova, con il patrocinio del Comune di Mantova, su progetto di Container Lab Association, con la collaborazione e il coordinamento di Cristina Renso, Klaus Schnappenberger e Andrea Perfetti.

Data

Dic 07 2019

Ora

17:00

Luogo

MANTOVA - CASA DEL MANTEGNA
Via Giovanni Acerbi, 47, 46100 Mantova
Categoria