"How it is (Come è)" di Samuel Becket

“How it is (Come è)” di Samuel Becket

Il romanzo di Samuel Beckett ispira una fusione di forme d’arte, creando un innovativo evento live art per Venezia. Gare St Lazare Ireland – considerata dal New York Times come «gli impareggiabili campioni di Beckett» – con il sostegno di Culture Ireland, presentano, in prima mondiale, la performance live di How It Is (Come è), uno dei romanzi più enigmatici e linguisticamente sorprendenti del Premio Nobel per la Letteratura.
L’evento ha ripensato il secondo piano di Palazzo Diedo, oggi tra i principali centri d’arte contemporanea a Venezia, trasformandolo in un laboratorio interdisciplinare dove letteratura, teatro, arti visive e musica convergono in un’unica esperienza sinestetica.

Così commenta il direttore di Berggruen Arts & Culture, Mario Codognato: «Presentare per la prima volta l’integrale di How It Is a Palazzo Diedo risponde alla nostra volontà di far dialogare la grande letteratura con la ricerca visiva contemporanea. Insieme a Gare St Lazare e Michael Craig-Martin, abbiamo reso lo storico edificio settecentesco un dispositivo scenico unico».

In linea con la natura fluida dell’evento live art, l’accesso al pubblico è concepito in modalità open-ended: gli spettatori possono accedere e uscire liberamente dal Palazzo, con la possibilità di tornare fino al 21 giugno utilizzando il medesimo titolo d’ingresso. Il biglietto comprende, inoltre, un percorso espositivo integrato: la formula include infatti l’accesso alle mostre Strange Rules e Ceal Floyer, in corso a Palazzo Diedo, e alla rassegna The-exchange-value-of-language-has-fallen-to-zero di Joseph Kosuth presso la Casa dei Tre Oci.

L’artista irlandese Michael Craig-Martin, ideatore del progetto scenico di How It Is, sarà il protagonista di una conversazione con Joseph Kosuth, venerdì 12 giugno ore 18:00 alla Casa dei Tre Oci, attorno alla pubblicazione del catalogo della mostra The-exchange-value-of-language-has-fallen-to-zero, edito da Marsilio Arte. L’incontro costituirà l’occasione per dialogare sulle contaminazioni linguistiche tra filosofia, scrittura, arte e teatro, approfondendo il profondo legame che unisce l’arte concettuale di Kosuth all’universo letterario di Samuel Beckett.

Un team d’eccellenza
Sotto la direzione della pluripremiata Judy Hegarty Lovett, acclamata regista di trenta produzioni per Gare St Lazare Ireland, tra cui numerosi titoli beckettiani, e vincitrice del premio come Migliore regista agli Irish Times Theatre Awards 2022, l’opera viene portata in scena a Palazzo Diedo nella sua veste integrale per la prima volta in assoluto. La compagnia porta avanti un sodalizio di 11 anni con lo stesso affiato team creativo per realizzare il progetto. Quest’ultimo segna una svolta stilistica decisiva per la Gare St Lazare, chiamata a confrontarsi con un romanzo dalla sintassi non lineare che fonde suono e scenografia alla dislocazione della voce narrante, giungendo al significato attraverso la frammentazione.

Il percorso di questo monumentale progetto è iniziato con il debutto della prima parte del romanzo nel 2018 e della seconda nel 2019 all’Everyman Theatre di Cork, Irlanda, presentate successivamente al Coronet Theatre di Londra. L’opera è guidata da due interpreti di immenso prestigio: Conor Lovett, acclamato attore riconosciuto a livello internazionale come uno dei più autorevoli interpreti del repertorio di Samuel Beckett e co-direttore artistico della compagnia insieme a Judy Hegarty Lovett. Stephen Dillane, celebre attore britannico (già premio Tony Award) e icona della cultura pop globale grazie al ruolo di Stannis Baratheon nella serie di culto Game of Thrones (Il Trono di Spade). Dillane mette il suo straordinario calibro al servizio della prosa beckettiana.

A loro si affianca il nucleo storico della compagnia: il compositore e sound designer Mel Mercier e il lighting designer Simon Bennison, che trasformano la radicale assenza di punteggiatura del romanzo in una partitura sensoriale fatta di ritmo, suono e luce attraverso una varietà di strumenti musicali e diverse installazioni luminose progettate appositamente per la sede veneziana. La produzione si arricchisce inoltre delle partecipazioni speciali del musicista irlandese Caoimhín Ó Raghallaigh e dell’artista di fama internazionale Michael Craig-Martin, che si unisce al team in veste di collaboratore al design.

Collaborazione al design di Michael Craig-Martin
A rendere l’appuntamento un evento interdisciplinare unico è, infatti, la collaborazione con Michael Craig-Martin. Invitato da Hegarty Lovett a completare la dimensione visiva del progetto, l’artista di fama internazionale e influente docente ha assistito alle prove della compagnia a Palazzo Diedo, dando vita con maestria e sensibilità a un’installazione site-specific.

Partendo dall’assunto che l’ascolto di Come è sia un’esperienza radicalmente diversa dalla lettura, in cui la parola pronunciata ad alta voce acquisisce una vera e propria dimensione fisica, l’intenzione di Craig-Martin è stata quella di amplificare visivamente questa fisicità, ponendosi in perfetta sintonia con il romanzo innovativo di Beckett.
Il suo intervento si concentra sul pavimento e sulle sedute, uniformati da un unico colore vivido: il magenta. Questa tonalità, sospesa tra il rosso e il viola, si rivela una presenza ambivalente ed eccezionalmente sensibile ai minimi mutamenti di luce e atmosfera. L’obiettivo dell’allestimento è così quello di riflettere i complessi cambi di registro del testo, definendo e sottolineando l’unità fisica ed emotiva dello spazio condiviso tra interpreti e pubblico in questa straordinaria produzione.

L’Opera: oltre i confini del linguaggio
How It Is, l’ultimo romanzo lungo di Samuel Beckett (1906-1989), fu pubblicato in francese nel 1961 e in inglese nel 1964, segnando una svolta radicale nello stile dell’autore. Contraddistinta dalla crisi del rapporto soggetto-oggetto, l’opera rifugge la grammatica tradizionale attraverso una sintassi frantumata fatta di parole sparse e calcoli numerici, con l’obiettivo programmatico della disconnessione. La trama si divide in tre parti (il viaggio, la coppia, l’abbandono), ambientata in un paesaggio essenziale di fango primordiale e oscurità. Qui una figura solitaria trascina un sacco di lattine e un apriscatole, ascoltando il racconto della propria vita da una voce che credeva esterna e che scoprirà invece essere la sua. Un’epica allegoria dell’esistenza umana in cui il corpo prevale su anima e mente.
Come spiega la regista Judy Hegarty Lovett: «Ci siamo interrogati su cosa significhi rinunciare al personaggio per raggiungere un senso di luogo, tempo e identità più essenziale, più nudo e meno riconoscibile. Le sfide del romanzo sono un invito all’invenzione. L’invenzione è centrale nel nostro processo. Per entrare in questo territorio inesplorato, che incoraggia un accesso esperienziale all’universo di Beckett e un altro modo di intendere il mezzo performativo, ci ritroviamo a cercare un altro modo per rappresentare lo spazio e forme, aprendo un dialogo vivo e stimolante con voi, il pubblico, gli ascoltatori.»

Una sintesi tra spazio, parola e corpo
Mettendo in scena l’integrale di How It Is, Gare St Lazare Ireland, non propongono una semplice lettura teatrale, ma compiono un gesto artistico radicale. L’architettura storica di Palazzo Diedo, l’essenzialità cromatica del magenta di Craig-Martin e la coralità di corpi, voci, suoni e luci ridefiniscono il confine tra chi osserva e chi interpreta. Questo progetto monumentale celebra la straordinaria capacità dell’opera beckettiana di sopravvivere alle frammentazioni del linguaggio, offrendo al pubblico di Venezia un’esperienza immersiva e totalizzante, destinata a lasciare un segno profondo nel panorama contemporaneo.

Immagine in evidenza
Press photos by Grant Gee (part.)

Data
07 - 21 Giu 2026
Expired!
Luogo
VENEZIA - PALAZZO DIEDO
Fondamenta Trapolin, 2386, 30121 Venezia

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