"Giulio Cesare o la notte della Repubblica", da William Shakespeare

“Giulio Cesare o la notte della Repubblica”, da William Shakespeare

Dopo aver affrontato “Come gli uccelli” di Wajdi Mouawad, Premio Ubu 2024 come miglior nuovo testo straniero e Premio Tragos per la regia, il regista Marco Lorenzi e il collettivo artistico Il Mulino di Amleto, proseguono il loro percorso di creazione a partire da grandi sfide linguistiche, addentrandosi questa volta nell’affascinante architettura della parola di William Shakespeare per portarla a deflagrare in modo radicale e dirompente, in un cortocircuito con il nostro presente dove emergono temi contemporanei quali il rapporto con il potere, la crisi della democrazia, il ruolo dei mass media.

Il progetto de Il Mulino di Amleto / A. M. A. Factory, debuttato lo scorso 16 ottobre al Festival delle Colline Torinesi, nasce dalla volontà di costruire un percorso di ricerca e creazione sul tema del rapporto tra potere, individuo e fragilità degli ordinamenti democratici e repubblicani nella nostra epoca, per coinvolgere emotivamente il pubblico, anche grazie ad uno spazio ravvicinato, in una delle congiure più famose della storia magistralmente raccontata nelle sue contraddizioni da William Shakespeare. Quando Roma decide di incoronare per acclamazione Giulio Cesare, tornato vittorioso dalla campagna d’Egitto, non tutti a Roma sono d’accordo. La Repubblica è in pericolo: entro 24 ore la democrazia alla quale pensavamo di esserci abituati, si trasformerà in qualcosa di diverso. Così, Cassio con un gruppo di senatori bussa alla porta dell’unico uomo che può aiutarli ad impedirlo: Bruto. Bruto ama Cesare, ma ama di più la Repubblica. Bruto è un uomo d’onore, ma anche molto ambizioso. Lui, come tutto il popolo, si troverà a dover scegliere tra una sanguinosa rivoluzione o una docile sottomissione…

«”Giulio Cesare o la Notte della Repubblica” ha uno scopo duplice – scrive Marco Lorenzi – da un lato, affrontare con radicalismo e purezza uno dei testi più potenti e meno frequentati di William Shakespeare; dall’altro, “usare” la storia di Bruto, Cassio, Antonio, e della disgregazione della Repubblica Romana come un luogo con cui possiamo indagare, interrogare, investigare questioni che toccano da vicino il nostro presente e lo determinano». Le domande di bruciante attualità che scaturiscono dall’incontro tra regista, attori e drammaturgia, sono per questa creazione un motore di immaginario potentissimo. Cosa spinge un gruppo di esseri umani a riconoscersi in una ribellione anche mediante l’uso delle armi? Quale è il rapporto tra Politica e Etica? Cosa c’è alla radice di una crisi lacerante di un sistema politico e repubblicano? Quale è lo stato di salute della democrazia nel mondo in cui viviamo? Quale il nostro rapporto con l’ambizione e il desiderio? Quale è il nostro rapporto con la responsabilità che accompagna il concetto di libertà e di democrazia? Che rapporto c’è tra i media, i fatti e la loro mistificazione con le scelte politiche che determinano il mondo in cui viviamo? «Partendo da queste domande – prosegue Lorenzi – lo spettacolo non ha come suo obiettivo la rappresentazione cronachistica della tragedia romana di Shakespeare, piuttosto l’indagine del “nostro” rapporto con questi temi e questo testo. Cassio dice a Bruto: «La colpa non è nelle nostre stelle, ma in noi stessi». E a me viene in mente che per trasformare il Giulio Cesare di William Shakespeare nella nostra Notte delle Repubblica, dovremo addentrarci con coraggio nelle pieghe dell’imperfezione degli esseri umani che Shakespeare “inventa”. Una imperfezione che diventa fonte di quel male e di quella ambizione che, moltiplicate, diventano motore delle forze sociali, le quali impediscono che lo sviluppo si trasformi in progresso.

Lo spettacolo è composto da musica originale al 50%, grande drammaturgia all’80%, conflitto generazionale al 40%, nuovi linguaggi al 60%, recitazione pura al 100%, rapporto con il pubblico all’80%, in un allestimento in cui viene abbattuta la tradizionale distanza tra spettatore e attore, alla ricerca di uno spazio unico tra platea e palcoscenico in cui costruire una relazione rituale/assembleare con il pubblico.

GIULIO CESARE o LA NOTTE DELLA REPUBBLICA
Da William Shakespeare
Adattamento drammaturgico e riscrittura Marco Lorenzi e Lorenzo De Iacovo
Progetto Il Mulino di Amleto / A.M.A. Factory
Regia Marco Lorenzi
Collaborazione artistica Barbara Mazzi, Rebecca Rossetti, Daniele Russo
Con (in o.a.) Vittorio Camarota, Yuri D’Agostino, Raffaele Musella, Francesco Sabatino, Alice Spisa, Angelo Tronca
Con la partecipazione in video di Ida Marinelli e Danilo Nigrelli
Regista assistente Barbara Mazzi
Assistente alla regia Federica Gisonno
Training a cura di Rebecca Rossetti
Disegno sonoro Massimiliano Bressan
Progettazione regia video PiBold / Paolo Arlenghi
Progettazione luci Umberto Camponeschi
Consulenza per scena e costumi Gregorio Zurla

Immagine in evidenza
20250925 AMA Factory – Il Mulino di Amleto – Giulio Cesare – phandreamacchia

The event is finished.

Data

11 - 14 Dic 2025
Expired!

Luogo

MILANO - TEATRO FONTANA
Via Gian Antonio Boltraffio, 21, 20159 Milano
Sito web
http://teatrofontana.it
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