Dispersi. Una serata di teatro e poesia per il 40° della strage di Ustica

Dispersi. Una serata di teatro e poesia per il 40° della strage di Ustica

Come da tradizione, sarà la parola della poesia a segnare lunedì 10 agosto 2020, nella notte delle stelle cadenti, l’approdo finale della rassegna di eventi culturali “Attorno al Museo”, voluta dall’Associazione Parenti delle Vittime della Strage di Ustica per trasmettere la memoria viva e rinnovare la richiesta di verità e giustizia attraverso i differenti linguaggi dell’arte.

In occasione del quarantesimo anniversario della strage, questo momento di alto ed emozionante impegno civile si declina in un’inedita veste scenica con l’evento di teatro e poesia Dispersi. Un ponte di poesia tra Bologna e Palermo, a cura di Niva Lorenzini, che unirà idealmente in’unica trama lirica le due città che il volo dell’aereo DC-9 Itavia, decollato da Bologna il 27 giugno 1980 alla volta di Palermo e precipitato al largo di Ustica con a bordo 81 passeggeri, avrebbe dovuto collegare.
La serata vuole essere nello stesso tempo, simbolicamente, un omaggio ai tanti Dispersi nel Mar Mediterraneo.

L’ingresso alla serata è a offerta libera.
La prenotazione è obbligatoria: attornoalmuseo.it; 348 4021862 (nei due giorni precedenti lo spettacolo, dalle ore 15.00 alle 18.00, e il giorno dello spettacolo, dalle ore 18.00 alle 20.00)

Si inizierà alle ore 21.15 a Bologna, nel Parco della Zucca di Bologna antistante il Museo per la Memoria di Ustica, con l’intervento performativo di Cantieri Meticci, collettivo di artisti di base a Bologna impegnato nella ideazione e realizzazione di spettacoli, laboratori di teatro di comunità e progetti di riqualificazione urbana che coinvolgono cittadini, migranti, richiedenti asilo e rifugiati.

I testi poetici scelti per la notte di San Lorenzo abbracceranno le tradizioni culturali più disparate e, sullo sfondo del mito di Iside e Osiride narrato da Plutarco, si incastoneranno in 4 movimenti/azioni sceniche dai seguenti titoli: dispersione, ricerca, ricucitura, rinascita.
Sulla scena, attori anch’essi “dispersi diasporici”, ovvero originari delle più disparate provenienze, si muoveranno in una scenografia fatta di grandi reti da pescatori, simbolo quanto mai mediterraneo di interrelazioni e trame, che attraverso laboratori partecipati guidati dagli artigiani e scenografi di Cantieri Meticci, i cittadini hanno trasformato in grandi mappe tessili: testimonianze della bellezza dell’intreccio tra sensibilità ed esperienze di vita molto eterogenee.

Nei Cantieri Meticci la parola “dispersi” fa risuonare qualcosa di molto antico: il gesto di una sorella instancabile nell’andare alla ricerca dei pezzi del fratello dispersi, la sua determinazione nel ritrovarli, ricomporli insieme fino a ridonargli almeno per un attimo la vita. È il mito di Iside e Osiride. È la capacità tutta femminile di rigenerare la vita a partire dalla morte. È la spinta al congiungere che si contrappone a quella dello smembrare. Nasce nell’antico Egitto, mondo in cui Tifone, dio della siccità, sgretola, ma Iside, terra, si ricongiunge a Osiride, Nilo, e nuovamente la vita si rinnova.

Oggi, a maggior ragione se pensato in connessione con il quarantesimo anniversario della Strage di Ustica, tale mito riverbera onde di significato a livelli molto diversi: dalla sfera intima a quella sociale, dal farsi metafora della capacità della memoria di tenere in vita il perduto fecondando il presente, al rappresentare un modello al femminile, capace di tenere testa e battere un maschile sempre più soltanto disgregante. Ma è altresì importante per Cantieri Meticci perché racconta che la nostra identità non è qualcosa di fisso e immutabile e puro bensì un movimento di trasformazione: Iside infatti giunge dall’Africa ma in quel grande grembo di mescolamento che era il mare di mezzo – oggi al contrario muro e tomba – ha incontrato la civiltà greca e quella cristiana divenendo anche da noi, nella sponda nord del Mediterraneo, la dea protettrice di chi si mette in mare.

Alle ore 22:00 il filo del ricordo passerà a Palermo.

Il viaggio della memoria attraverso le voci della poesia proseguirà con gli interventi in scena degli attori Serena Barone, Ester Cucinotti, Maria Cucinotti, Rosario Palazzolo, Sabrina Petyx, Stefano Randisi, Enzo Vetrano che, con la regia di questi ultimi due, leggeranno brani originali scritti per l’occasione.

In occasione dell’evento, il Museo per la Memoria di Ustica, che conserva i resti recuperati del velivolo DC9 e l’installazione permanente A proposito di Ustica concepita dall’artista Christian Boltanski in ricordo delle 81 vittime, osserva un’apertura straordinaria dalle ore 20:00 alle 23:00, con una visita guidata gratuita alle ore 20:00 a cura del Dipartimento educativo MAMbo.
La prenotazione è obbligatoria: 051 6496611; mamboedu@comune.bologna.it.
Numero max partecipanti: 7 persone.

Data

10 Ago 2020
Expired!

Ora

21:15

Luogo

BOLOGNA - PARCO DELLA ZUCCA
Via di Saliceto, 3/22, 40128 Bologna
Categoria
Prenotazione

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