C'è oggi una fiaba. Dalle edizioni antiche ai pop-up: varianti, riscritture e forme del racconto

C’è oggi una fiaba. Dalle edizioni antiche ai pop-up: varianti, riscritture e forme del racconto

Prima erano voci intorno al focolare, poi fogli volanti illustrati, infine libri, a volte soltanto fascicoli rilegati… Vengono da molto lontano le fiabe, viaggiano nello spazio e nel tempo.

In “C’è oggi una fiaba”, al Castello di Miradolo fino al 21 giugno 2026, una selezione di volumi rari, edizioni storiche e libri animati accompagna il percorso espositivo costruendo un controcanto essenziale alle opere di alcuni tra i protagonisti dell’arte moderna e contemporanea: da Emilio Isgrò a Pinot Gallizio, da Kiki Smith a Lucio Fontana. Non un apparato illustrativo, ma una trama autonoma che attraversa secoli, lingue e tradizioni.

Il nucleo dei libri in mostra è costituito dalle fiabe “classiche”: da Le Tredeci Piaceuoli Notti del s. Gio. Francesco Straparola, messo all’Indice nel 1605 e pubblicate a Venezia in due parti distinte (la prima nel 1550, la seconda nel 1553), in cui compare per la prima volta il personaggio del Gatto con gli stivali, nella fiaba che ha come protagonista Costantino Fortunato a Il Pentamerone del Caualier Giovan Battista Basile ouero Lo cunto de li cunte di Giovan Battista Basile, le cui fiabe sono oggi universalmente note perché ispirarono i Racconti delle fate di Charles Perrault; dalle storiche pubblicazioni dei Fratelli Grimm e di Hans Christian Andersen a Lewis Carroll e Carlo Collodi. Rare edizioni dialogano con bozzetti e figurini provenienti dall’Archivio storico del Teatro Regio di Torino, legati a spettacoli come Cenerentola, Hansel e Gretel e I racconti di Mamma Oca, mentre le sagome dell’Atelier Museo Luzzati, Cenerentola e Alice del 2005, fanno da sfondo all’opera Fiabe di mare, Bella Fonte, dalla raccolta Il Principe Granchio e altre fiabe italiane (1974) di Emanuele Luzzati.

Accanto alla tradizione occidentale, le Cinque novelle indiane del Vetâlapancavisatî del 1851, una traduzione in latino con testo sanscrito a fronte, nato per la promozione dello studio del sanscrito in Italia, all’epoca ancora ai suoi primordi; narrazioni provenienti da contesti extraeuropei, come una fiaba Ninja Giapponese della fine periodo Edo (1603–1868), cucita sulla storia di Jiraiya Goketsu Monogatari, un Ninja che utilizza la magia per trasformarsi in rospo gigantesco e combattere il suo nemico Orochimaru, così da poter conquistare Tsunade, una bellissima principessa di cui si è innamorato; un’antica edizione francese del 1811 de Le Mille e una notte, in dialogo con il Tappeto dipinto di Aldo Mondino; un raro manoscritto sacerdotale batak proveniente da Sumatra – un libro magico piegato a fisarmonica che veniva utilizzato per allontanare gli spiriti maligni – a confronto con un’opera di Hanne Darboven.

Le edizioni esposte mostrano come le fiabe si trasformino nel tempo. Quanto tempo occorre a Scuffietta rossa per diventare Cappuccetto rosso? Collodi traduce Perrault prima ancora di essere l’autore Pinocchio; una stessa trama si moltiplica in centinaia di forme e può incontrare anche storie reali e geografie immaginarie, come l’Isola Ferdinandrea, apparsa e scomparsa nel Mediterraneo nel 1831.

Una sezione significativa è dedicata ai libri come oggetti: volumi pop-up, teatri di carta, pubblicazioni pensate per essere animate e attraversate. Qui la pagina diventa spazio, architettura, dispositivo narrativo. Le edizioni illustrate e tridimensionali, tra cui quelle dell’artista ceco Vojtech Kubašta, che ha rivoluzionato la grafica internazionale, mettono in evidenza una dimensione domestica e performativa della fiaba, sospesa tra lettura e messa in scena.

Accanto ai grandi classici come Le Avventure di Pinocchio di Carlo Collodi pubblicate a puntate all’interno del Giornale per bambini del 4 maggio 1882, compaiono esemplari unici e copie di particolare pregio, come un’edizione di Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie di Lewis Carroll del 1872 appartenuta al figlio minore di Alice Liddell, Caryl Liddell, che riporta una dedica autografa manoscritta a penna da Alice stessa; Red Riding Hood. Picture book, la prima edizione di Walter Crane, Peter Pan in Kensington Gardens di James Matthew Barrie, illustrato da Arthur Rackham, pubblicato nel 1906 (due anni dopo andò per la prima volta in scena Peter Pan, il bambino che non voleva crescere).

Il percorso include anche le prime edizioni einaudiane delle Fiabe africane (a cura di Paul Radin, prefazione di Italo Calvino, traduzione di Adriana Motti del 1955), le Antiche fiabe russe (prefazione di Franco Venturi, traduzione di Gigliola Venturi del 1953), Le fiabe del focolare di Jacob e Wilhelm Grimm (introduzione di Giuseppe Cocchiara, traduzione di Clara Bovero del 1954) e le Fiabe Italiane (a cura) di Italo Calvino, del 1955.

I libri non illustrano soltanto la mostra ma documentano, con le traduzioni, la voce femminile che ha caratterizzato la diffusione della fiaba in Italia e ne costituiscono una delle strutture portanti. Rendono visibile il passaggio dalla voce alla scrittura, dalla tradizione orale alla forma editoriale, e mostrano come la fiaba continui ad esistere attraverso trasformazioni, scarti e riscritture. Ogni volume espone una possibilità: non l’origine della fiaba, ma una delle sue versioni.

C’è oggi una fiaba è curata da Roberto Galimberti con il coordinamento generale di Paola Eynard e la consulenza iconografica di Enrica Melossi.

Immagine in evidenza
(part.)

Data
21 Mar 2026 - 21 Giu 2026
Expired!
Luogo
SAN SECONDO DI PINEROLO (TORINO) - CASTELLO DI MIRADOLO
Via Cardonata, 2, 10060 San Secondo di Pinerolo

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